Sarà inaugurata sabato 25 marzo, alle 18, nei locali del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, la mostra di acquerelli di Fabrizio Ciappina dal titolo “I guardiani del tempo – paesaggi sovrapposti”. La mostra è stata organizzata dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina in collaborazione con Era Teatro di Messina e l’associazione culturale Grafite.

L’artista messinese, che in passato ha militato nell’associazione Nazionale Acquerellisti d’Italia, torna oggi ad esporre nella sua città natale dopo 22 anni, con una mostra che si candida a voler incidere significativamente nell’ambito dell’arte dell’acquerello italiano. Per la prima volta, infatti, un acquerellista espone in una sequenza ragionata 21 acquerelli inediti di dimensioni straordinarie, per ciò che questa difficile tecnica consente, ponendo al centro il tema del paesaggio nelle sue complesse e molteplici sfaccettature, proiettato in una dimensione per nulla oleografica e inteso come straordinaria risorsa culturale da valorizzare e da leggere nel suo progressivo processo di definizione formale.

L’idea figurativa, che fa da sfondo alle 21 opere, è basata su una sovrapposizione tra un paesaggio reale, spesso riconoscibile, ed uno d’invenzione. In questa alternanza mutevole tra elementi naturali ed elementi artificiali, reali e immaginari, l’artista rappresenta un nuovo paesaggio. Un paesaggio che condensa valenze figurative profondamente diverse e/o distanti tra loro all’interno di una stessa dimensione, in un tempo però assolutamente indefinito e presidiato ad elementi intrinsecamente enigmatici. «Impegnato nella ricerca delle forme dell’abitare e della città, pone al centro del suo lavoro di architetto la consapevolezza che la dimensione estetica dell’architettura è legata ad una percezione emotiva dello spazio, di quello spazio in cui trascorriamo le nostre esistenze e perciò attenta alle peculiarità del luogo, sempre discreta nel suo rappresentarsi ma decisamente proiettata verso una sorta di “restauro” di quei paesaggi contaminati dalle disattenzioni del nostro tempo.  La tensione etica che impegna il suo fare architettura, traspare, in una forma nuova ma altrettanto coinvolgente, nelle visioni metafisiche dei paesaggi dello stretto, raccontati nei suoi straordinari acquerelli» sottolinea Pino Falzea, presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo che ha organizzato l’evento.

La mostra, che sarà presentata dall’architetto romano Laura Thermes e  Pino Falzea, potrà essere visitata fino al 12 di aprile 2017.

 

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