MESSINA. Nonostante da anni non si avvertano terremoti di rilievo attorno al territorio messinese, la crosta dei fondali dello Stretto continua a mantenersi in attività: ne è prova una delle ultime scosse (2,9 gradi) registrata lo scorso 7 novembre, l’ultimo in ordine di tempo ad aver allertato le antenne dei messinesi. Quanti sono stati i terremoti che negli ultimi quarant’anni hanno smosso il territorio dello Stretto? Quasi duecento, secondo quanto riportato dal sito dell’Istituto Nazionale di Geofisca e Vulcanologia (INGV), che classifica gli eventi per magnitudo, profondità e data. La maggiorparte di questi sostanzialmente inavvertibili, ma qualcuno ha fatto letteralmente tremare di paura la città.

Ad esempio la scia di scosse del maggio 1985, iniziate la sera del 13 con un primo evento a Campo Calabro (in provincia di Reggio), quando il sismografo ha segnato i 3.4 gradi Richter. Da lì, ogni quattro ore circa, nuove scosse hanno coinvolto due volte lo Stretto e poi di nuovo Campo Calabro, sempre con un’intensità attorno al 3.4 per raggiungere l’apice nell’ultima scossa con il 3.7 la mattina successiva. L’evento ancora oggi è ricordato in città perché proprio quei giorni erano in corso le amministrative che videro poi vincitore, al terzo mandato, Antonio Andò e trionfante la Democrazia Cristiana con il 44,6% di voti.

La prima scossa del sisma è stata avvertita (bella forte) pure a Messina, come raccontava anche La Repubblica Palermo: «Ci sono stati attimi di panico, qualche contuso, segnalazioni di crolli. La città è rimasta paralizzata per dieci minuti, poi lentamente è tornata la luce ed è scattata l’ emergenza. […] In centro, a Messina, nessun crollo. Qualche cornicione si è staccato in un paio di vecchie case in periferia. Il black-out ha provocato danni all’ impianto elettrico: in alcuni appartamenti, i vigili del fuoco hanno dovuto spegnere un principio d’ incendio. Un migliaio di persone hanno già deciso di passare la notte all’ aperto. Sono cominciati subito i controlli all’ istituto di geofisica per verificare l’ ampiezza del terremoto, di tipo tettonico, localizzato 38 gradi a est nello Stretto di Messina a circa dieci chilometri di profondità. In realtà, le scosse registrate dagli strumenti sono state due. La prima, più lieve, (secondo-terzo grado) è arrivata alle 21,57, seguita da un intenso sciame sismico. Trentasette minuti dopo, la seconda, più forte (quarto-quinto grado) ha fatto impazzire i pennini dei sismografiIl panico però- continua La Repubblica- ha intralciato le operazioni elettorali: in tre seggi presidente e scrutatori sono scappati via dopo il terremoto, non senza aver sigillato l’ urna per impedire manomissioni. A Palazzo Zanca, sede del Comune, i computer al lavoro per elaborare i dati elettorali sono andati in tilt: c’ è voluta più di mezz’ ora per rimetterli a posto.»

Tra gli eventi più importanti a livello di portata poi, c’è il terremoto di San Roberto del 29 agosto 2012, in assoluto il più potente sisma che negli ultimi quarant’anni ha coinvolto lo Stretto, arrivato a toccare i 4.5 gradi della scala Richter, percepito anche a Messina e provincia in maniera piuttosto rilevante e ricordato dalla stampa come uno dei primi eventi naturali a rimbalzare anche sui social, con migliaia di utenti a commentare e raccontare l’evento, che per la prima volta diventava “virale”.

Anche Messina è stata di recente protagonista di un terremoto, non potente come quello del 1985, ma che ha comunque smosso la popolazione. Si tratta del terremoto del 23 dicembre 2013, quando alle 5:20 della mattina un enorme boato ha squarciato la quiete della notte precedendo una scossa sussultoria che sfiorava i quattro gradi Richter, percepita soprattutto nella zona sud della città.

Il sisma, con un ipocentro a 10 km di profondità e un epicentro in mezzo allo stretto, proprio di fronte la zona Falcata, è stato seguito dopo poco meno di un’ora, da un’altra scossa poco più debole ma sempre preceduta da un boato. Nel corso della mattinata tra Messina e la Calabria sono state registrate altre scosse, alle 7:40 di secondo grado, avvertita in città, mentre tra le 7:46 e le 9:10 nel golfo di Patti sono state avvertite tre scosse attorno ai 2 gradi della scala Richter.

Il fenomeno dello stretto non è però stato ricollegato direttamente a quello avvertito a Patti. Sembra infatti che nel primo caso si trattasse della solita faglia dello Stretto tornata a muoversi (quella che ha provocato anche il terremoto del 1908). Per gli esperti si è comunque trattato di “normale amministrazione”, anche se la simbolica vicinanza con il 28 dicembre ha scatenato la scaramanzia e l’improbabile arte divinatoria dei messinesi.

Il 26 ottobre 2006, la paura è venuta da lontano: un terremoto con epicentro a nord di Stromboli, quasi 100km dalla città, ha fatto tremare i palazzi in maniera evidente. Si era trattato, hanno dichiarato allora gli esperti della scossa più forte da trent’anni a questa parte nel Tirreno: un potenzialmente catastrofico sisma da 5.8 gradi Richter. Il fatto che a Messina si sia avvertito in maniera chiara è dovuto al fenomeno della profondità: 208,8 chilometri sotto la crosta terrestre, ha spiegato all’epoca Enzo Boschi, direttore dell’INGV, è avvenuto in una zona molto ben identificata, l’unica del Mediterraneo in cui ci possono essere terremoti con epicentri a grandi profondità “Per questo è stato avvertito in una zona molto vasta” aveva dichiarato.

Non ha destato particolare preoccupazione nei messinesi, ma poteva avvicinarsi alla catastrofe il terremoto del 30 dicembre 2002 a Stromboli: il sisma, di origine vulcanica, ha provocato il distacco di due enormi costoni di roccia che hanno generato onde di tsunami che si sono abbattute sulla costa tirrenica messinese, provocando tre feriti. D’altra parte la zona delle Eolie vive in continuo fermento sismico. Dal 1985, infatti, gli eventi che sono stati avvertiti anche a Messina, quindi superiori ai 4 gradi della scala Richter sono stati più o meno una quarantina.

Il 14 luglio 2018, invece,  alle 4:50 con epicentro a Tropea un terremoto di magnitudo 4,4 ha fatto svegliare di sprassalto i messinesi, che lo hanno avvertito in maniera nitida e si sono riversati in massa in strada. La stessa reazione che aveva provocato, il 10 febbraio dello stesso anno un terremoto 3.7 con epicentro a Campo Calabro, proprio di fronte lo Stretto di Messina: anche questo in piena notte, circostanza che fa aumentare considerevolmente la percezione della scossa.

Ma l’episodio probabilmente più bizzarro è stato quello del 29 ottobre 2019, in cui quello che i messinesi hanno avvertito e condiviso come un terremoto, è stato in realtà un ordigno militare che gli artificeri dell’esercito hanno fatto brillare all’altezza di Maregrosso. L’esplosione è stata talmente rilevante da essere catalogata dall’Ingv come terremoto di secondo grado della scala Richter, registrato con una profondità di… 0 km.

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