MESSINA. Uno sciopero generale davanti alla Prefettura di Messina nel giorno dedicato alla festa della donna. “Femminicidio, stupri, violenza domestica e schiavitù sessuale. Molestie. ricatti e discriminazioni sui posti di lavoro dove le lavoratrici che denunciano devono essere tutelate anziché perseguite”. Questi alcuni dei motivi per cui il sindacato Si.Cobas ha indetto lo sciopero in tutti i posti di lavoro. “Lotto Marzo” per i Cobas è contro “il permesso di soggiorno condizionato al matrimonio” e, ancora, per gli “Attacchi alla libertà di scelta in materia di procreazione e ostacoli alla piena applicazione della 194”.

La tutela della donna, quindi, a 360 gradi, per sensibilizzare anche alla creazione di un “welfare, ormai inesistente, che si scarica sul lavoro di cura gratuito e sfruttato che appesantisce la vita delle donne, in particolare di quelle proletarie”, recita ancora il manifesto. Uno sciopero contro “il decreto sicurezza e il decreto di legge Pillon“.

Per quanto riguarda, poi, la questione messinese, lo sciopero in città è legato anche allo stato dell’arte dei Cantieri dei Servizi. “Stiamo parlando di un bando pubblicato sul sito del Comune di Messina a circa metà agosto, per il quale già a metà ottobre 2018 verranno pubblicate le graduatorie definitive – si legge ancora nel manifesto – Ma il Comune di Messina presenterò soltanto a Gennaio 2019 il progetto della regione, la quale avrà tempo fino a Marzo per affermarne la validità o meno dei progetti, tutto questo sulla pelle dei tanti che aspettano. Questi rari avvenimenti per potersi garantire un trimestre o un semestre di lavoro stipendiato”.

La giornata voleva essere anche un momento di aggregazione per tutti i disoccupati soprattutto quelli esclusi dai bandi di assunzione della Messina Social City. “Si è creata una guerra dei poveri, pertanto volevamo unire tutte le persone rimaste fuori per fare una forza e riuscire a far un numero tale da essere incisivi”, ha detto Valentina Roberto, coordinatrice provinciale di Si.Cobas.

“Chiediamo a tutti, uomini e donne, studenti, lavoratori, precari, disoccupati, pensionati di sostenere lo sciopero in tutti i modi possibili. Questa giornata di sciopero non vuole essere un traguardo, ma l’inizio di una serie di lotte contro la disoccupazione, la precarietà, discriminazione di genere e la repressione”, concludono.

Un minuto di silenzio durante la manifestazione è stato rispettato per ricordare anche Alessandra Musarra a cui, oggi, qualsiasi iniziativa è dedicata.

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