TAORMINA. Negli anni ’60 era una delle mete privilegiate del turismo internazionale, con star del cinema come Liz Taylor a Cary Grant, ma anche modelle, stilisti e personaggi dello spettacolo che trascorrevano le loro vacanze in uno dei luoghi più belli e suggestivi di tutta la Sicilia, un angolo di paradiso che si affaccia a strapiombo nelle acque cristalline dello Jonio. Poi il lungo oblio, durato quasi mezzo secolo: dal 1972, quando la “dolce vita” di quegli anni lascia il posto a decenni di incuria e degrado, fino ad oggi,  27 luglio del 2017, il gran giorno dell’inaugurazione del Villaggio Le Rocce di Capo Mazzarò, a Taormina, che torna a nuova vita grazie al mecenate di Tusa Antonio Presti e alla Fondazione “Fiumara d’Arte”. 

 

 

“Questa è una giornata storica, una giornata in cui torna finalmente alla luce un luogo di conoscenza, un luogo pieno di magia che ci è stato affidato dalla Città metropolitana in un comodato d’uso della durata di un secolo. Io di anni ne ho 60 e se ho firmato l’atto è perché il nostro pensiero è rivolto al futuro e al divenire. Io e la Fiumara d’Arte siamo solo dei medium. L’idea alla base è quella di un bene comune, di una casa di tutti. Le Rocce non appartengono a Mazzarò o a Taormina, ma sono un patrimonio di tutta la Sicilia”. Parole di Antonio Presti durante la conferenza stampa di presentazione di questa mattina, che anticipa di qualche ora l’inaugurazione ufficiale e l’apertura al pubblico dell’ex villaggio, prevista per le 18:30. “A settembre faremo dei bandi pubblici, insieme all’Università di Messina, per consegnare alla ricerca e alla meritocrazia il valore di questa rigenerazione. Giovani architetti, scultori e artisti potranno condividere questi percorsi creativi, ridando vita con il loro estro singolare alle 25 strutture immobiliari della struttura”, prosegue il mecenate, prima di lasciare la parola agli altri relatori, fra i quali il sindaco di Messina, Renato Accorinti, e quello di Taormina, Eligio Giardina

 

 

UNA STORIA LUNGA 64 ANNI. È il 1953  quando l’architetto Giuseppe Spatrisano realizza il villaggio turistico su mandato dell’allora assessore regionale al Turismo della Regione Siciliana, Giuseppe Spatrisano. Un luogo esclusivo, inizialmente riservato ai soli dipendenti regionali, che diviene presto una meta turistica fra le più ambite di tutta la Sicilia. Almeno fino al 1972, data dell’ultima apertura prima della chiusura a doppia mandata.

Dopo il passaggio di consegne del 1986, quando Le Rocce entrano nel patrimonio della neonata Provincia di Messina, bisogna attendere fino al 2015 per la svolta decisiva. La Fondazione Fiumara d’Arte presenta a Palazzo dei Leoni un percorso di valorizzazione del sito, che viene subito accolto con parere favorevole. L’anno dopo, il 13 dicembre, viene quindi firmato da Presti, dal sindaco metropolitano Renato Accorinti e dal commissario della Provincia, Filippo Romano, il documento che sancisce la concessione del villaggio alla Fondazione attraverso un comodato d’uso della durata di 99 anni. 

IL FUTURO DELLE ROCCE. Ma cosa ne sarà dell’ex struttura alberghiera tornata a nuova vita? Obiettivo della Fondazione Fiumara d’Arte è quello di trasformare Le Rocce in un vero e proprio laboratorio di progettazione, aperto a tutto il mondo dell’architettura, del paesaggio e dell’arte, in cui le idee e i progetti potranno diventare gli ingredienti di una  futura Biennale del Paesaggio. I bandi, che saranno pubblicati a settembre, verranno aperti a tutti i cittadini dell’Unione Europea e si concluderanno a gennaio 2018 con la formazione di una graduatoria di merito e l’individuazione dei progetti vincitori. A giudicare i progetti sarà una commissione di artisti, architetti e paesaggisti di fama internazionale. La prima azione concreta della Fondazione sarà proprio la formazione di un Comitato tecnico artistico composto da designer, architetti e paesaggisti che verranno selezionati per creare un “laboratorio di idee” in costante evoluzione.

I bandi pubblicati saranno dieci, e riguarderanno nello specifico la piazza centrale dell’Agorà, un percorso ipogeo, la piazza superiore dell’Odeon, la Torre del pensiero e dell’ascolto, la piscina a mare, lo scoglio, l’area adibita a parcheggio, il cottage, l’area di ricevimento e dei servizi e la spiaggia nella baia di Mazzarrò. 

 

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