In principio una serie di appunti scritti nel 2006, un anno dopo, “prima che i ricordi svanissero…”. Adesso, dieci tavole a fumetti, di cui due completate e le rimanenti in lavorazione. Michela De Domenico, architetto, Dottore di Ricerca in “Ingegneria Edile: progetto del recupero” e, dal 2002, docente di scuola secondaria superiore (attualmente presso il Liceo Artistico “Ernesto Basile” di Messina), ha deciso di mettere nero su bianco l’incidente che coinvolse l’aliscafo Segesta Jet. “Il 15 gennaio 2007 – racconta – mi trovavo a bordo proprio al momento della collisione con la portacontainer Susan Borchard, che provocò quattro morti. Dopo dieci anni, ho iniziato a illustrare la cronaca di quell’incidente, partendo da un testo che avevo appuntato l’anno seguente”.

L’INCIDENTE. A morire, nello scontro, i membri dellʼequipaggio del Segesta: il comandante Sebastiano Mafodda, il direttore di macchina Marcello Sposito, il marinaio Palmiro Lauro e il motorista Domenico Zona. Tutto si consuma alle 17 e 53, quando la Susan Borchard si conficca nella fiancata destra del motocarena, devastando la plancia di comando. A bordo ci sono 150 persone di rientro in Sicilia. Centocinquanta persone che, oltre alle ferite, subiscono anche l’incertezza di cosa possa accadere: se la portacontainer si dovesse distaccare, il Segesta affonderebbe. Le operazioni di evacuazione si concludono nella notte. I contusi sono un centinaio, ma, dieci anni dopo, le ferite più profonde non si sono del tutto rimarginate.

LE COMMEMORAZIONI. Ieri pomeriggio, la nave Tindari della Bluferries e una motovedetta della Capitaneria di Porto hanno raggiunto il luogo dell’incidente, deponendo una corona d’alloro. Alle 16 e trenta, invece, è stata celebrata una messa in suffragio e, quindi è stata deposta una corona ai piedi del monumento dedicato alle vittime della collisione. Le commemorazioni si sono chiuse all’orario della tragedia, al suono delle sirene delle navi.

MICHELA DE DOMENICO. All’attività di docente e di libera professionista, affianca quella di autrice di fumetti. Il suo esordio da professionista ed autrice completa avviene agli inizi degli anni ’90, grazie ad alcune pubblicazioni su riviste di fumetti underground, come la milanese Fagorgo e Schizzo – Immagini del Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona. Prosegue la sua collaborazione con il sopracitato CFAPaz, disegnando il n. 17 della collana Schizzo presenta, e riceve il battesimo artistico con il volume completo a fumetti intitolato Quando qualcosa si rompe, su sceneggiatura di Roberto Irace. Dall’incontro con la rivista Mondo Naif della Kappa edizioni, sceneggiati da Vanna Vinci e Giovanni Mattioli, nascono Buio e La voce. Su testi propri, l’autrice pubblica Lighea e Messina città di confine, rivelando la sua personale predilezione per i racconti di storie “siciliane”. Sulla scia del medesimo filone narrativo realizza, per la collana Due-cunti, il fumetto Il riposo delle fere, ispirato all’Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo, e Percorsi, su sceneggiatura di Gabriella Davì, pubblicato sulla rivista Nonzi. Alcuni suoi contributi sono presenti sulla rivista Mono e nel libro di Giovanni Marchese Leggere Hugo Pratt.

 

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Francesco Randazzo
Francesco Randazzo
17 Gennaio 2017 12:22

Quest’anno non ho potuto partecipare alla messa di suffragio dei caduti sul lavoro x causa di una bronco polmonite . Franco Randazzo.