MESSINA. Fino a qualche anno fa era un caotico snodo con una piazzetta al centro. Poi la proposta da parte del IV quartiere nel 2015 e la realizzazione dall’amministrazione di Renato Accorinti a fine luglio del 2017. Dopo quattro anni, Largo Seggiola è uno dei luoghi più frequentati di Messina: un’isola pedonale nel cuore della città animata da locali, musica dal vivo e socialità all’aperto.

Posizionato fra Piazza del Popolo e la via Cesare Battisti, da “non luogo” destinato alle macchine, lo slargo, ha assunto connotazione definitiva di piazza, ed è divenuto nel corso degli anni uno spazio vitale e uno dei cuori pulsanti della movida cittadina, offrendo un’alternativa estiva alla litoranea in questa seconda estate segnata dal Covid e alla serate caotiche in zona Duomo, al riparo da code e macchine in seconda fila, dal caos acustico diffuso dagli stereo e dalle orde di adolescenti e post adolescenti che si riversano in massa nelle zone del divertimento.

Un esempio di come la semplice chiusura di una strada possa cambiare letteralmente il volto di un quartiere, spronando gli imprenditori ad investire e i giovani a riappropriarsi dei propri spazi.

Così, laddove un tempo c’era solo qualche pizzeria (l’antesignano Iyad e qualche bar), adesso c’è qualcosa da fare tutte le sere, grazie ai tanti locali nati nel corso degli anni: la libreria Colapesce, Crudo, lo Zio Angelo, Pescado, Il Cortile Segreto, il Caffè centrale, tutti (più o meno) affacciati sull’area destinata ai pedoni, che continua tuttavia ad essere un ibrido fra una piazza e uno snodo stradale.

Malgrado questo, c’è chi continua a storcere il naso: “la delibera di Giunta n. 506 del 11 luglio 2017 di chiudere al transito veicolare le strade che compongono Largo Seggiola formando uno spazio pedonalizzato si è rivelata inefficace e inutile, anzi, forse anche dannosa”, sostiene Libero Gioveni, che lo scorso settembre chiedeva la riapertura al traffico, bissando l’interrogazione dello stesso tenore che aveva fatto a inizio 2019, senza cambiare idea anche di fronte all’evidenza.

Il prossimo passo? Trasformare definitivamente lo slargo, con i necessari correttivi a livello di arredo urbano (panchine, verde pubblico, pulizia) e a livello di pavimentazione.

Perché, nonostante gli sforzi dei privati per rendere largo Seggiola un luogo di socialità, ad oggi lo spazio è una sorta di ibrido: c’è la piazzetta centrale, trascurata e sporca, una strada con il vecchio basolato, un’altra strada asfaltata da poco: un “pastrocchio” che di certo non facilità la convivialità e penalizza la fruizione dello slargo.

 

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