MESSINA. Prosegue il botta e risposta a distanza fra Alessandro Russo e la preside del La Farina. Dopo l’interrogazione del consigliere all’assessora Tringali e la replica della dirigente scolastica Caterina Celesti, a intervenire è nuovamente l’esponente del Pd.
«Apprendo che la risposta alla mia nota che richiedeva informazioni sullo stato della didattica alla scuola  “La Farina” non arriva dall’Assessora Tringali, da cui sarebbe stato normale attendersela, essendo stata rivolta a lei, nella qualità di assessora alle politiche scolastiche – scrive Russo – bensì dalla Dirigente della stessa scuola. Irrituale, come circostanza ma prendo atto… Leggendo la replica, nel ricordare il grande sforzo della comunità scolastica per assicurare la ripartenza (cosa che infatti nella mia nota non avevo mai messo in dubbio ed è innegabile), di fatto conferma che in presenza, dal 24/9, le classi della scuola non sono mai andate. Fatte salve le quarte ginnasiali. 
Certo: le colpe sono del Governo, dei banchi che non arrivano, del destino cinico e baro, e così via. Il dato di fatto da me denunciato alla competente assessora, tuttavia, resta tutto. Lasciare intere classi a casa – benché possibile – rischia di lasciare indietro quanti non dispongano di risorse e mezzi adeguati a seguire la didattica a distanza: in questo senso, il diritto allo studio rischia di venirne sacrificato. Non è una certezza, è un pericolo che va scongiurato, assicurando il rientro in eguali condizioni di insegnamento per tutti i ragazzi. Questo, lo si specifica meglio, il senso della mia nota».
«Sorvolando sulla brutta caduta di stile di una signora che nella scuola dovrebbe essere il primo modello educativo – prosegue – per cui dovrebbe invitare a usare e usare essa stessa dei termini reciprocamente rispettosi delle istituzioni – e che invece apostrofa un consigliere comunale che, molto educatamente, chiedeva di avere notizie di dettaglio alla Giunta (si chiama: “funzione di controllo” ed è un diritto che discende dal D. Lgs. 267/2000, non è un capriccio personale…) con termini quali: “personaggio in cerca d’autore”, circostanza sinceramente poco educativa e della quale spero che i suoi alunni (sia a distanza che, se mai sarà,  fisicamente) non seguano lo spiacevole esempio, dicevo, sorvolando su questo aspetto sgradevole e poco educato, ripeto il concetto: perché il 24/09 l’assessora Tringali e il Sindaco si recavano al “La Farina” e dichiaravano felici e trionfali che tutto era in regola per l’anno scolastico? Perché, in previsione della mancanza di banchi, non si è neppure tentato di trovare soluzioni alternative in termini di aule in altre zone della città? È stata richiesta, o no, questa ulteriore dotazione che, anche al 24/9, era nota a tutti non fosse disponibile? Ora, per carità: la signora dirigente può pure rispondere per interposta assessora, o l’assessora per interposta signora dirigente, come è già avvenuto. Ma a questo punto, la storia va chiarita tutta e presenterò ulteriori atti ispettivi per capirci di più di questa vicenda. Chiamiamoli, se la signora vuole, “capricci di un personaggio in cerca d’autore”».
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