MESSINA. Un pomeriggio a contatto con la natura, il verde, l’autunno (con termperature di primavera inoltrata) e… la munnizza. E lo sconfortante panorama che sfila davanti agli occhi di chi decide di averne avuto abbastanza dei sei mesi di spiagge e lidi, e vista la stagione ripiega verso la montagna, che a Messina vuol dire colli San Rizzo (“Sarrizzo”, per i più filologici), la parte dei peloritani che “guarda le spalle” alla città, distanti dal centro una quindicina di minuti, ma vissuti come una dimensione parallela e lontanissima. E trattati come tali. C’è infatti una nutrita parte di chi ci si reca che trova perfettamente normale buttare i rifiuti, a sacchi, ai lati della strada, e liberarsi del mobilio di casa in mezzo ai pini. Se per i sacchetti della spazzatura può sorgere il sospetto che una parte siano caduti dai camion che li raccolgono pieni all’inverosimile (l’ex presidente di MessinaServizi spiegava di numerose contestazioni agli operai che si occupano della raccolta da parte dell’azienda), per il resto c’è poco da indagare: armadi, cassetti, letti, persino un divano a fornire una mortificante fotografia di degrado. Tutta roba che lì, in piena collina, non ci arriva da sola, ma è portata da qualcuno che evidentemente trova più funzionale ed efficace alzarsi alle tre di mattina, caricare la macchina, recarsi sui colli e scaricarla nel primo spiazzo disponibile col favore delle tenebre, invece di usufruire del servizio di ritiro dei rifiuti ingombranti. Il colmo dei colmi? Un’automobilina finita non si sa come oltre il guardrail che costeggia la strada, e debitamente “cannibalizzata”. E che è lì a ricordare quanto vale, per il messinese, la cura del suo “polmone verde”.

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Michele
Michele
30 Ottobre 2022 8:55

In quale zona dei colli ci troviamo? Il troglodita messinese non cambierà mai! Non sarà mai colpa di nessuna amministrazione, fin quando non si estinguerà il messinese che non ama la propria città.