MESSINA. «Spero che non significhi nulla. Temo che possa significare qualcosa». L’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua, intervistato da Manuela Modica mentre alle sue spalle si spengono i fuochi del rogo improvvisamente divampato nell’impianto di trattamento della differenziata di Pace, non lo dice chiaro e tondo, ma lascia intuire che le tempistiche dell’incendio potrebbero essere per lo meno sospette.

«Significherebbe che si vuole creare un clima non tranquillo in questa fase di passaggio. Però prima accertiamo i fatti e poi trarremo le conseguenze», aggiunge Ialacqua.

Perché l’assessore insinua dubbi sull’accaduto, e di che coincidenze si parla? Oggi pomeriggio in aula consiliare, è approdata la delibera di affidamento dell’intero ciclo dei rifiuti alla partecipata che prenderà il posto di Messinambiente, la MessinaServizi Bene Comune, già bocciata in commissione, e ora al vaglio dei consiglieri in aula. La delibera è stata rinviata subito dopo l’inizio della discussione, ma la circostanza del contemporaneo incardinamento all’ordine del giorno e dell’incendio ha fatto saltare la mosca al naso a Daniele Ialacqua.

Saranno le telecamere di videosorveglianza dell’impianto a spiegare cosa è successo, e se il rogo è iniziato per cause naturali o è stato appiccato da mano dolosa. Nel frattempo, l’incendio è stato domato: a causare il denso fumo nero, la combustione delle balle di plastica, compattate dalla pressa dell’impianto, mentre ad alimentare le fiamme sono state le balle di carta e cartone.

 

 

 

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