MESSINA. Il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge approvata a fine gennaio dall’Ars che stanziava quasi 41 milioni di euro per gli interventi urgenti necessari a fronteggiare i danni causati dal ciclone Harry. Risorse che si sommavano ai 50 milioni stanziati dalla giunta regionale. La decisione del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, è dettata dall’opinione che talune disposizioni della legge vadano oltre le competenze statutarie della Sicilia.

“Il governo Meloni – commenta il segretario del Pd Armando Hyerace – ha impugnato la legge della Regione Siciliana sui ristori per il ciclone “Harry”, mettendo a rischio aiuti fondamentali per imprese, lavoratori e famiglie già colpite. Davanti a un’emergenza concreta, ha scelto lo scontro istituzionale invece di garantire risposte rapide, bloccando di fatto risorse vitali. Il tutto senza spiegazioni chiare: nessun dettaglio sugli articoli contestati, solo opacità che genera incertezza e paralizza gli interventi. Se c’erano criticità, andavano risolte con un confronto, non con un atto che ferma tutto. È una contraddizione politica evidente: l’autonomia sbandierata dal centrodestra vale solo quando conviene, ma sparisce quando la Sicilia prova a intervenire per affrontare un’emergenza”.

“E mentre quei ristori restano congelati, Matteo Salvini e il centrodestra oggi sfilano in città per il ponte sullo Stretto. Non è fuori luogo: è uno schiaffo. Si bloccano aiuti immediati a chi ha già pagato danni reali e si pretende consenso su un’opera lontana, costosa e non urgente. È una scelta brutale: negare l’oggi per vendere il domani. Non è politica, è propaganda che ignora deliberatamente la realtà”, conclude Hyerace.

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