MESSINA. Oggi 30 luglio, in seno alla diciottesima edizione dell’Horcynus Festival già in corsa da quasi una settimana, parte il 13esimo Festival del Cinema spagnolo al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro. Iniziativa dentro l’iniziativa che verrà preceduta, a partire dalle 21:00, da due cortometraggi di Paolo Benvenuti: “Fuori gioco” (Italia 1968, 26’) e “Bambini di buti” (Italia 1978, 10’) per la sezione “Arcipelaghi della visione – Cinema e poesia”.

“Nelle precedenti edizioni abbiamo sempre avuto il piacere di proiettare i lungometraggi di Paolo Benvenuti che è amico del Festival e fa parte del comitato scientifico – afferma il direttore artistico per il cinema Franco Jannuzzi – e quest’anno abbiamo scelto di attingere alla prima produzione di Benvenuti, quella più legata alla sua attività di pittore ed a quel mondo contadino che andò ricercando partendo dalla sua Pisa, un mondo che probabilmente non esiste più ed anche per questo motivo altamente poetico”.

Per la seconda volta, il Festival del cine espanol torna a Messina con una selezione di qualità in versione originale sottotitolata in italiano, con titoli inediti ed anteprime assolute. Verrà celebrato il 50esimo anniversario della pellicola “Tristana” di Luis Bunuel e si chiuderà con “La hija de un ladròn” di Belén Funes, Premio Goya 2020 come miglior opera prima.

Primo titolo previsto per le 21.30 di oggi è “Yuli” di Icìar Bollaìn (Spagna/UK/Germania/Cuba 2018, 110’), anteprima italiana. L’incredibile parabola di Carlos Acosta, in arte Yuli, una leggenda vivente della danza che da piccolo si rifiutava di ballare. Obbligato dal padre (interpretato da Santiago Alfonso, un’eminenza della danza cubana) che vuole dargli un’opportunità per voltare le spalle alla privazioni che hanno segnato Cuba dopo decenni di embargo, Yuli giunge al successo mondiale divenendo un performer paragonato per grazia e capacità tecniche a miti quali Nureyev e  Baryshnikov. Miglior sceneggiatura a San Sebastian per Paul Laverty (abituale collaboratore di Ken Loach), il nuovo film di Icìar Bollaìn è carico di lirismo ed energia per tracciare la storia di un uomo capace di sprigionare il proprio talento in un mondo e in un tempo a lui profondamente ostili.

Seguirà, alle 22:30, la proiezione di “A mio padre – Una vita in versi” di Giuseppe Bertolucci (Italia 2011, 45’) per “Arcipelaghi della visione – Cinema e poesia”. Domani, in programma ancora corti di Paolo Benvenuti e Festival del Cinema Spagnolo con due pellicole in anteprima italiana. L’ingresso alle attività del Festival è gratuito con prenotazione obbligatoria e protocollo Covid.

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