MESSINA. Green pass per tutti i lavoratori, possibile stop a stipendi e controlli a tappeto o a campione nelle attività pubbliche e private. Sono le nuove linee guida emanate con due decreti dal Consiglio dei ministri, che entrano ufficialmente in vigore oggi, con l’obbligo di esibire la “certificazione verde” all’entrata del posto di lavoro, senza distinzioni di contratto. Un argomento di cui tanto si è discusso, fra chi lo ritiene una soluzione necessaria per contenere la diffusione del virus e chi invece lo considera un sopruso. 

«Il Green pass, unito alla campagna di vaccinazione – commenta Alberto Palella, presidente di Confesercenti – ha permesso alle attività del commercio, dei pubblici esercizi e dell’artigianato e tutto il mondo economico delle piccole e medie aziende di non dover abbassare più le saracinesche. Purtroppo l’andamento vaccinale del nostro territorio è nettamente più basso della media nazionale. Siamo nei fatti l’ultima città d’Italia. E questo sta creando diversi problemi organizzativi a molte aziende associate e non. Pur rispettando le decisioni di ogni singolo individuo – spiega – non posso non far notare che questo atteggiamento incomprensibile da parte di alcuni rischia di far naufragare le nostre aziende, ma sopratutto vanificare l’approccio al piano vaccinale della stragrande maggioranza dei cittadini, che si sono sottoposti alla vaccinazione per il bene collettivo. Ricordo che al momento è l’unica arma certa per combattere questa pandemia. C’è da augurarsi che i cosiddetti indecisi rivedano la loro posizione procedendo alla vaccinazione. In merito ai dipendenti, la concreta possibilità di rimanere quasi 3 mesi senza stipendio può convincere i lavoratori ancora indecisi a vaccinarsi. C’è sempre l’alternativa del tampone ogni due giorni, ma appare una strada economicamente di difficile percorrenza. Stiamo chiedendo con forza di allungare i tempi per raggiungere il famoso 75%, soglia che da mesi si insegue per avere una sorta di immunità che potrebbe farci stare più sereni e permetterci di guardare avanti con un pizzico di ottimismo».

A intervenire anche il presidente di Confcommercio Carmelo Picciotto: «È l’ultimo miglio per uscire definitivamente da questa storia. L’obbligo del Green pass, che devono naturalmente avere tutti, con i vaccini o con i tamponi, permette inoltre di avere una sorta di “monitoraggio complessivo” sulla diffusione del virus. Le aziende lo vedono positivamente perché questa è la via indicata dalla normativa per evitare ulteriore chiusure. Ci piace sottolineare che Messina, pur essendo la città con meno vaccini, è la città con meno virus in circolazione. Bisogna andare più spediti con la vaccinazione, in maniera da tale da scongiurare qualsiasi chiusura. I ristoratori, in particolare, avranno un bel da fare per controllare e verificare che tutto sia all’interno del quadro normativo. Dobbiamo tenere bene tutti a mente l’obiettivo, che è quello di riportare l’economia a livelli pre Covid: questo è il traguardo comune e deve rimanerlo. Certamente andrebbe organizzata una campagna informativa per quegli ultimi rimasti, che sono ormai sparute quantità, e convincerli che è un atto necessario per una più veloce ripresa economica. Ritengo quindi che in questo senso ci sia un clima di accettazione generale. Poi andrebbero anche organizzati dei webinar di chiarimento. Noi stessi ne abbiamo fatto uno il 13, che ha avuto moltissimi collegamenti», conclude, annunciando nuove campagne di vaccinazione.

 

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