MESSINA. Dopo la manifestazione di una settimana fa in galleria Vittorio Emanuele, la comunità di studenti iraniani residenti a Messina si riunirà e sfilerà in corteo oggi, 22 gennaio, con l’obiettivo di “denunciare la gravissima repressione in corso in Iran da parte della Repubblica Islamica e di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla sistematica violazione dei diritti umani nel Paese”, spiegano gli organizzatori.
Il raduno è previsto alle ore 16 in Piazza Antonello. Il corteo attraverserà Corso Cavour, Via Tommaso Cannizzaro, Via Cesare Battisti e Via Giuseppe Garibaldi. Alle ore 18, in Piazza Unione Europea, si terrà una fiaccolata in ricordo di tutte le vittime della repressione, come momento di raccoglimento, memoria e solidarietà.
“La violenza esercitata dal regime ha ormai assunto proporzioni senza precedenti: la popolazione iraniana, disarmata e sottoposta a una repressione brutale, continua tuttavia a manifestare chiedendo libertà, diritti e dignità”, spiega un comunicato. “In questo contesto, la quasi totalità della comunità iraniana residente a Messina chiede ogni forma di sostegno possibile. In particolare, viene invocato anche un intervento esterno, ritenuto necessario per interrompere le uccisioni, porre fine al regime della Repubblica Islamica e avviare gradualmente un processo di transizione democratica”.
“Al di là delle appartenenze politiche e delle ideologie di riferimento – continua la nota – l’auspicio è che la cittadinanza partecipi numerosa, dimostrando solidarietà e ascoltando le voci di una comunità che da anni contribuisce attivamente a rendere Messina una città cosmopolita e internazionale. Una comunità alla quale apparteneva anche Yasin Mirzaei, studente iraniano a Messina, brutalmente ucciso dalla Repubblica Islamica per aver partecipato alle proteste contro la dittatura. L’autodeterminazione dei popoli è un diritto fondamentale che deve essere garantito e sostenuto al di là di categorie politiche e schemi ideologici prestabiliti, calandolo nella concretezza della realtà storica e politica così come si presenta oggi“, concludono gli organizzatori.



