MESSINA.  “Da anni, i messinesi assistono alla singolare comparsa di un nuovo lago limitrofo a quello già esistente in località Ganzirri.Il fenomeno, che ha del paranormale, si verifica periodicamente lungo le vie del villaggio ed esistono numerosi reperti fotografici che ne attestano la veridicità“. È al contempo ironico e polemico il commento del consigliere della VI Circoscrizione Giuseppe Sanò, che in una nota punta il dito contro i frequenti allagamenti che si verificano sulla litoranea nord, lungo la via Consolare Pompea, dopo ogni temporale. Un problema che per l’esponente del VI Quartiere ha una causa ben precisa, ovvero la cementificazione nelle colline, in primis, e il mancato impiego degli oneri concessori per contrastare il fenomeno.

«Guardando dal mare il borgo marinaro di Ganzirri – scrive Sanò – si intravedono in lontananza delle sparute macchie verdi, che testimoniano la presenza di una preesistente collina. Proprio qualche giorno fa, una mia cuginetta di 8 anni mi raccontava che la maestra gli aveva spiegato che la pioggia viene trattenuta dalle radici degli alberi presenti sulle colline. Vuoi vedere, allora, che è per colpa di tutto quel cemento che c’è sulle colline, che a valle si creano quegli allagamenti? Possiamo esserne certi. Quello che invece non potrà spiegare una maestra dell’elementari, è come non siano riusciti, in tutti questi anni, a trovare una soluzione ingegneristica per risolvere il problema della raccolta acque bianche lungo la via Consolare Pompea».

«La mia cuginetta – conclude il consigliere – continuerà a rimanere all’oscuro del perché gli oneri concessori per l’urbanizzazione primaria, versati nelle casse comunali dai numerosi costruttori per la realizzazione di ville milionarie, non siano stati impiegati per contrastare il fenomeno che ad ogni pioggia paralizza un paese e crea seri pericoli ai cittadini. Siamo certi, che sarebbe stato più affascinante credere alla tesi mistica ed intraprendere, immediatamente, l’iter burocratico per la nuova denominazione di laghetti di Ganzirri, che a differenza di quelli di Tindari, sono ancora in attesa del vero miracolo, quello dell’intercessione degli organi competenti».

 

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