MESSINA. Continua il nostro viaggio alla scoperta degli under 35 che avranno l’onore, ma anche gli oneri, di dare nuova linfa all’economia e alla cultura, allo sport e alla ricerca. Ragazzi e ragazze accomunati da talento, voglia di emergere e dall’urgenza di cambiare una città troppo spesso ripiegata sul passato. 

Lettera Emme vuole raccontare ai lettori le loro storie, mostrare i loro volti, scegliendo volta per volta un ambito lavorativo e i giovani del settore con tutte le carte in regola per sfondare.

Un appuntamento “a tappe” che prosegue con i pittori e gli scultori in rampa di lancio – segnalati da artisti e critici affermati – destinati a seguire le orme di Antonello e Girolamo Alibrandi, di D’Anna e Migneco.

 

DA DISTRART A MICROMACRO. Nata nel 1985, Manuela Caruso, in arte Manuela Caruso, è una delle pittrici messinesi più promettenti. Diplomata alla scuola d’arte “Ernesto Basile”, si laurea nel 2008 in pittura e partecipa a numerose mostre collettive e personali, lavorando anche come decoratrice per committenti privati. Dopo l’esperienza con Distrart 2015, progetto per la riqualificazione urbana delle pensiline del tram, e la vittoria del bando Futuro XXI,  indetto da “Le Scalinate dell’Arte”, dal 24 marzo al 3 aprile 2017 ha esposto le sue opere all’Università telematica “Pegaso” con la mostra “MicroMacro”, uno degli appuntamenti della rassegna “ContemporaneaMente, artisti siciliani in mostra”, ideata e curata da Gabriella Papa.  Artista poliedrica in bilico fra l’espressionismo e il graffitismo metropolitano, nelle sue opere, che a molti ricordano Basquiat, convivono surrealismo simbolico e arte urbana, con elementi che richiamano al contempo le pitture rupestri e gli archetipi della cultura figurativa latino americana.

 

 

«Quel che secondo me manca a Messina – racconta Manuela – è respirare un’atmosfera d’arte che ho già respirato in tanti luoghi. Senza andare troppo lontano, a me viene in mente Palermo, dove ho vissuto per due anni. Le botteghe di pittori e artisti che incontri nelle strade ti lasciano addosso la sensazione che l’arte è viva, è in strada e aleggia nell’aria con un’aroma sottile che inebria o impuzzolisce. Nelle opere degli artisti palermitani io vedo i colori e le forme di Palermo. Mentre ho il timore che a Messina l’arte sia slegata dalla città e dai suoi abitanti».

«Di giovani artisti messinesi validi ce ne sono davvero tanti, ma emergere non è facile – spiega invece Simone Caliò, che di anni ne ha 42 e la dura trafila per affermarsi l’ha già affrontata – In riva allo Stretto gli spazi espositivi sono pochissimi, soprattutto negli ultimi anni, in seguito alla chiusura di parecchie gallerie. Un’idea potrebbe essere quella di ripristinare dei locali in disuso, in modo da incentivare l’aggregazione e sopperire alla mancanza di un’accademia che funga da “crogiuolo”. Poi, certo, c’è la questione economica… quanti sono i giovani che posso permettersi di stamparsi il catalogo e coprire tutti i costi degli allestimenti? Eppure, malgrado gli ostacoli e le difficoltà  – conclude l’artista – se ci credi veramente prima o poi riesci ad emergere. Persino a Messina”.

 

“Dennis”, di Marco Saija

 

Marco Saija

“ALIENI” E SURREALISMO.  Nato nella città dello Stretto nel 1983, vive da qualche anno in Emilia Romagna lo scultore e pittore Marco Saija, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Firenze nel 2007, con all’attivo numerose mostre in ogni parte dello Stivale. Autore di sculture enigmatiche e “fuori dal tempo”, è fra i fondatori del collettivo Spazio Libero Officina Artistica, raggruppamento di artisti messinesi di cui fanno parte Fabio Di Bella, Orazio Sturniolo, Eugenio Vanfiori e Stefano Marino. La sua è un’arte degli opposti, in cui convivono passato remoto e futuro anteriore, vita e morte, statico e dinamico, liscio e ruvido, tecnologia e natura, eros e thanatos. Ossimori che generano un’impasse cognitiva e lasciano straniti per via della schizia fra la magistrale esecuzione tecnica, affine al realismo, e la particolarità dei soggetti ritratti, ispirati a un mondo alieno – e a tratti inquietante – popolato da oggetti antropomorfi e da “umani” con fattezze robotiche. 

 

Giuseppe Raffaele

Altro scultore, ma più giovane, appena ventenne, Giuseppe Raffaele inaugurerà il prossimo 8 aprile, al Palacultura, la sua prima personale, dal titolo “Humanity”, con trentasei sculture, un’istallazione e tredici disegni. Diplomato al Liceo Artistico Ernesto Basile, indirizzo Arti Figurative, attualmente frequenta la scuola di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Influenzato da Giacometti, Klimt e Schiele, lavora principalmente il ferro e materiali naturali, che lascia “impressionare” da sostanze corrosive e agenti atmosferici. 

Vive invece a Bergamo Laura Pittaccio, classe 1986. Laureata in Arti visive e Discipline dello spettacolo, ha lavorato per tre anni nel campo della grafica e dell’illustrazione. Nel 2016 ha terminato la scuola di formazione professionale per illustratori “Mimaster”, a Milano, e adesso lavora come freelance collaborando con case editrici e quotidiani, fra i quali La Repubblica e Il Sole 24 Ore. Specializzata in arte digitale, realizza illustrazioni coloratissime che strizzano l’occhio al pop, ai fumetti e al minimalismo. A Messina, nell’ambito di Distrart, ha realizzato l’opera “Kronos e Gea” nella pensilina della fermata San Martino-Trieste. 

 

“Kronos e Gea”

  

“Mediterraneo”, di SinMetro

Di un anno più piccola, “SinMetro” (1987) vive da diversi anni a Catania. Attrice, pittrice, scenografa e light designer, ha lavorato al Teatro Antico di Taormina, al Teatro Greco di Siracusa, al Vittorio Emanuele  di Messina e al Coppola di Catania. Attualmente fa parte  della troupe indipendente Space Donkeys  e collabora con numerose compagnie. Appassionata di favole, storie illustrate e arte di strada, ha realizzato per Distrart l’opera-collage “Mediterraneo”, dedicata alla poetessa del borgo marinaro di Paradiso Maria Costa, scomparsa nel 2016 e fonte di ispirazione anche per l’opera “Maria Costa in giostra” di Eugenio Vanfiori, artista discendente da una storica famiglia messinese di giostrai.

 

Giuditta Rustica

È stato invece un soggiorno di studio a far innamorare dell’Europa settentrionale la 33enne Giuditta Rustica, che ha deciso di vivere e lavorare fra Berlino e Copenaghen. Figlia d’arte (da parte di entrambi i genitori), lo scorso ottobre ha presentato in riva allo Stretto la mostra “Vanessa’s Room”, un’esposizione di 50 opere ispirate ad un genere di farfalle che in primavera migrano verso Nord: ritratti oscuri e minimali ispirati ai film dell’orrore, alla fotografia contemporanea e agli archivi della criminalità che richiamano al contempo il mondo dell’inconscio e le ambientazioni cupe dei paesi mitteleuropei. 

 

FRA WRITING E RITRATTI. Molto attivo, a Messina, il fronte dei writers e degli esponenti della street art, a partire da Mauro Kuma”,  che con il suo “tag” ha lasciato traccia del suo stile in tanti angoli della città.  Fra le sue mostre, una personale di pittura alla galleria Gradiva Arte di piazza del Popolo, nel 2011, l’esposizione fotografica  “Niente da dichiarare” al Centro Multiculturale Officina, nel 2012, e la partecipazione all’iniziativa “Prigionieri per l’arte” presso l’ex carcere di Rometta. Dal tratto inconfondibile, si districa fra graffiti, pittura e istallazioni. Per Distrart ha dipinto la pensilina della linea tramviaria di Gazzi.

 

Un’opera di Vis

 

Da segnalare anche Daniele Battaglia, in arte Rasta Vis, writer che muove i suoi primi passi all’età di 14 anni, utilizzando varie tecniche espressive, fra le quali spray art, stencil, olio e acrilico, con numerose partecipazioni artistiche alle spalle (fra le quali Gemine Muse e il Graffiti Day). Ha invece venticinque anni Daniele “Tofi” Morganti, ex studente del La Farina, illustratore, grafico e Art Director. Sue le pensiline della fermata “Ringo”, con due omaggi in chiave contemporanea ad Antonello da Messina. 

 

 

Appassionato di writing fin dalla prima adolescenza e laureato in Industrial Design, Roberto Miroddi, classe 1984, lavora da freelance nell’ambito della grafica e delle arti visive, realizzando opere in cui convivono street art, grafica vettoriale e influenze orientali. A novembre del 2016 è stato premiato ai Digital Design Days di Milano.

Un’opera di Davide Cambria

E ancora: Marco Anna, detto Ics, formatosi artisticamente come autodidatta, utilizza principalmente la tecnica a stencil; Stellario Di Blasi, artista a tutto tondo, incline alla sperimentazione estetica nel campo della danza contemporanea e della coreografia d’autore; Aristide Ciervo, in arte Coda di Lupo, disegnatore, vignettista e sceneggiatore, impegnato anche in attività didattiche per l’infanzia; Nicolò Amato, aka NessuNettuno, nato nel 1982, e Davide Cambria (1986), specializzato in ritratti di volti.

Parecchie anche le donne, a partire da Nerina Toci, fotografa di Sant’Agata Militello, classe 1988; Viola Mondello (1983), finalista nel 2011 al Premio Celeste; Roberta Guarnera (1988), fotografa, ed Emanuela Ravidà (1985), in arte Re, milazzese autrice della mostra “Prima del bianco”, allestita al Palacultura del 2015. 

Tanti, tantissimi artisti promettenti (e di sicuro ce ne sfuggono altrettanti), ai quali si aggiungono quelli giovanissimi segnalati dalla storica e critica d’arte Mariateresa Zagone:  Daniele Grasso, in arte Baco, nato nel 1996; la coetanea Ilenia Delfino, che attualmente studia pittura all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; Rosamaria Crupi, messinese “in trasferta” a Pisa; Giorgia Minisi, pittrice e fotografa; Marcella Cilona,  pittrice informale del 1993; il writer Eddie Amato, ma anche Claudia Serra, Giovanni Chillemi, Roby Ruggeri e il barcellonese (ma emigrato a Milano) Alessio Barchitta, nato nel 1991 e fondatore del collettivo Flock.

 

Un’opera di NessuNettuno

 

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Giorgio Ombra
7 Aprile 2017 11:16

Faccio Arte a Messina dal 2004, ho partecipato a “prigionieri per l’arte”, ho fatto mostre graffiti in giro per la città, illegali e legali, uno dei miei graffiti fa da foto del profilo ad una delle sezioni del sito del comune di messina e sto realizzando una galleria a cielo aperto nella zona nord, non mi interessa essere in questa lista. Ma i nomi dei writer perchè? li volete fare arrestare? bha

Sergio Todesco
Sergio Todesco
7 Aprile 2017 12:35

ottima informazione su quanto si muove (e cresce) in ambito artistico a Messina. complimenti!

Fabio
Fabio
7 Aprile 2017 17:33

Tutti bravi ed intrapredenti, però sono sfuggiti alcuni nomi e tra questi credo che Claudio Piccini con la sua Piccini’s gallery rappresenti una delle più belle novità in campo artistico messinese. Diverse le mostre e le esposizioni da lui presentate, oltre ad essere tra i pochi in Città e Provincia ad utilizzare la tecnica dello spatolato. Anche lui selezionato per DISTRART.

Daniela Gambuzza
Daniela Gambuzza
19 Agosto 2019 11:17

Buon giorno, mi chiamo Daniela, vorrei confrontare i miei lavori di pittura con i giovani di Emma, se mi sembrano compatibili alla mia pittura, posso pure acquistare con un modico prezzo. Il mio ideale di pittura sono i fiori, se siete disposti a mandarmi per via e mail qualche vostra foto di pittura, io posso ricambiare con i miei. Grazie. Daniela GAMBUZZA.