Alessio Ferrara ci prova e ci riesce. Maria Elena Boschi sta per passare proprio davanti al suo negozio di ricami e lui osa: “Posso farle un dono?”. L’ex ministra, ora sottosegretario alla Presidenza del consiglio accetta senza esitare pur dovendo fermare con sé il lungo codazzo di accompagnatori, poliziotti, giornalisti e autorità. 

Boschi ha appena attraversato il corso di Taormina con delle ballerine raso terra. Viene per organizzare l’incontro tra i giganti del mondo inchiodando i piedi al ciottolato taorminese sebbene  non sia in grado di mostrare una figura particolarmente slanciata. Parla di “trasparenza” inderogabile sugli appalti e non trucca la sua altezza, scegliendo un tocco di semplicità che eleva e non sottrae eleganza allo stile della ex ministra. Che attiri le curiosità dei più oltre il suo ruolo istituzionale è ben noto e al netto del giudizio politico non sorprende. Il capello liscio e chiaro, gli occhi celesti, i lineamenti ben definiti trovano nei modi una sintesi forse scontata ma senza dubbio gradevole. Lei non ostenta nulla. Passeggia per lo stesso corso calpestato negli anni dalle più celebri star hollywoodiane senza tacchi e senza pose ma con lo stesso glamour. Non a caso si concede estemporaneamente al ricamatore che le dona un lembo di stoffa col suo nome appena “trivellato” sul tessuto con la macchina da cucito. E non solo il nome: “Se non si ingelosisce nessuno le ricamo due cuori”, osa ancora Ferrara. Lei glissa, sorride. Sorride sempre. È arrivata con un ritardo di appena dieci minuti, dopo le 11, in macchina fino al Comune, ovvero poco oltre il Duomo di Taormina entrando da Porta Catania. Lì ha incontrato l’intero consiglio comunale per poi concedersi per pochissimi minuti, sul corso, ai giornalisti. Le concessioni ai media in questo red carpet verso il G7 sono risicatissime. Vero e proprio neo della sua apparizione siciliana di stamattina. Le poche battute che concede ai giornalisti sono quando ancora non è stata aggiornata sullo stato dell’arte dei lavori, così che domande e risposte restano distanti dai dettagli. Per il resto l’ex ministra è blindatissima. Alla stampa soprattutto il ruolo di spettatrice della passeggiata, nulla sarà concesso neanche dopo la riunione tecnica a Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, dove con il prefetto di Messina e il sindaco di Taormina è stato definito l’iter fino all’incontro con i sette giganti. I progetti saranno esecutivi da lunedì senza ulteriori ritardi ma a fine febbraio quel che si può fare entro il 26 e 27 maggio – vincolo per i finanziamenti è che riguardino solo opere che possano terminare entro quella data – è davvero poco: un ritocco all’arredo urbano, al Palacongressi, alla villa comunale e le temporanee elipiste. Eligio Giardina, sindaco della Perla dello Jonio, dopo due ore di riunione tecnica – ma comprensive di catering -, si dice “pienamente soddisfatto”. Una soddisfazione che ha tutto il sapore del realismo, il sindaco infatti, sottolinea: “L’incontro di oggi è stato più che proficuo, per quel che si può fare adesso si procederà con certezze e spediti”. L’ottimismo dei primi annunci quando la location del G7 lasciava intravedere bagliori ben più consistenti è lontanissimo. E si dubita possa bastare lo charme della renziana perché questa non venga archiviata per Taormina come un’incredibile occasione persa.

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