Di Andrea Denaro e Claudia Mangano

MESSINA. Oltre mille progetti e quasi due miliardi di euro destinati alla città dello Stretto: sono i fondi arrivati a Messina quando sta per scadere il ciclo di programmazione 2014 – 2020 del piano di coesione dell’Unione Europea, che ogni sette anni finanzia delle opere per garantire l’eguale sviluppo delle regioni. Il problema è che il 96% dei 1159 progetti ammessi a finanziamento sono ancora in corso e gli interventi conclusi sono solo l’1%. Curioso che l’85% dei fondi siano stati destinati ai trasporti, e preoccupante che in Cultura e turismo invece risultano lo zero e qualcosa percento della somma (o comunque poco più).

E’ quanto emerge dal sito di Opencoesione, l’iniziativa di open government che monitora i progetti finalizzati alla parità di sviluppo finanziati dall’Ue, secondo la quale dal 2014 al 2020 a Messina sono stati impegnati  un’enormità di milioni di euro per i trasporti: l’85% dei fondi destinati alla città sono infatti indirizzati ad infrastrutture. Ma nonostante l’abissale differenza di percentuale con gli altri settori (il secondo settore è infatti fermo al 4%), in riva allo Stretto di infrastrutturazioni legate ai trasporti non se ne sono viste moltissime. Il motivo? Non tutti i progetti (15) sono stati terminati e quelli in corso hanno una percentuale di completamento minore del 15% (alcuni anche all’1%), anche se la scadenza del settennato di programmazione prevista è dicembre di quest’anno, quindi potrebbero rientrare altri progetti, ed i dati di Opencoesione sono aggiornati al 31 ottobre 2019.

Inoltre, alcuni interventi non riguardano (direttamente) nemmeno il territorio messinese, in quanto molti rientrano nella percentuale di finanziamenti che arrivano a Messina anche solo per una minima percentuale, devolvendo porzioni maggiori ad altre province: un esempio, sono i lavori sulla tratta ferroviaria Fiumetorto – Ogliastrillo (per il raddoppio Palermo – Messina), che non ricadono minimamente sul territorio cittadino, e che valgono da soli un miliardo e mezzo di euro. Secondo il sito di Opencoesione, un solo progetto risulta attualmente liquidato: il potenziamento del Trasporto pubblico locale con l’acquisto di 13 autobus elettrici.

E infatti, quello sulla linea ferroviaria è uno dei progetti più costosi (quasi un miliardo e mezzo), insieme a quello che prevede la realizzazione di una piattaforma logistica a Tremestieri con annesso uno scalo portuale (circa 75 milioni). Se il primo non è realmente diretto a Messina, il secondo dovrebbe interessare interamente il territorio messinese, come anche il terzo progetto più costoso, sempre del settore dei trasporti: la costruzione di una piastra logistico distributiva nell’area di San Filippo – Tremestieri (quasi 39 milioni di euro).

Il settore meno finanziato invece? Cultura e turismo, ai decimali dello 0%. In realtà sono 4 i progetti monitorati da Opencoesione. Dove sono stati destinati i fondi alla cultura che ammontano a circa due milioni e mezzo di euro? Al completamento di una palestra e di due campi da tennis a Mili (un milione di euro), all’acquisto di beni e servizi per la 100esima edizione del Giro d’Italia (700 mila euro da dividere con altri due comuni della Sicilia), alla riqualificazione delle principali fontane dei villaggi della zona sud (450 mila euro) e ad un miglioramento degli spazi di aggregazione nei quartieri cittadini (400 mila euro).

Ancora, i settori finanziati sono Ricerca e innovazione e Ambiente (4%), Inclusione sociale, Istruzione e Occupazione (2%). Agenda digitale ed Energia (1%) e Città e aree rurali, Competitività imprese, Infanzia e anziani, Rafforzamento Pubbliche amministrazioni e Cultura e turismo (0%, anche se in realtà i progetti ci sono ma sono molto pochi rispetto agli altri temi).

Allargando lo sguardo alle province, quella che prevede la maggior somma di finanziamenti in Sicilia dal 2014 al 2020 è Palermo, con 4,1 miliardi e 10.297 progetti. Messina, a livello provinciale, è seconda con 2,8 miliardi di euro e 3.315 interventi previsti; mentre a seguire ci sono Catania, con 1,5 miliardi (4.422 progetti) ed Enna, con 1,1 miliardi (1.058 progetti monitorati). La città a cui dovrebbero andare minori finanziamenti, invece, è Ragusa (282,1 milioni e 1.396 progetti).

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