MESSINA. Si è tenuto ieri 21 agosto, presso la Fiera di Messina, il dibattito politico con al centro le soluzioni per il presente e il futuro, l’associazionismo e la stabilità del lavoro.

L’incontro è stato organizzato dal movimento “Fare per cambiare”, un’associazione apartitica composta da cittadini Under 30 con lo scopo di creare in maniera concreta, un presente ed un futuro nella città di Messina.

Per l’evento, moderato da Grazia Micalizzi, membro della commissione “Pari opportunità” dell’associazione, e Costanza Pizzo, portavoce della commissione “Tematiche sociali” all’interno del movimento, sono stati invitati sette relatori Under 30: Alfredo Mangano, Coordinatore di “Fare per cambiare”; Guglielmo Sidoti, candidato alle ultime amministrative al Consiglio comunale con Renato Accorinti; Simone Coletta, del Centrosinistra; Alberto Arbuse, vice presidente della Consulta degli studenti; Andrea Fiore, candidato come consigliere del V Quartiere con la lista “DiventeràBellissima“, in supporto a “Bramanti Sindaco“, nelle ultime amministrative; Antonio Ramires, anche lui candidato alle ultime elezioni, nella lista “Ora Messina” sempre a supporto di “Bramanti Sindaco”; e, infine, Francesco Greco, del “Movimento 5 stelle“.

Ognuno di loro ha dovuto rispondere a tre domande avendo un limite massimo di due minuti per quesito.

Alla prima domanda, che è stata: “In quale modo possono fare politica i giovani d’oggi?”,  è emersa da subito l’importanza delle scuole, in quanto “è la prima volta in cui i giovani si sentono parte di un qualcosa”, ha affermato Coletta.

Per fare buona politica basta essere buoni cittadini”, ha invece detto Francesco Greco, in simbiosi con il discorso enunciato da Alfredo Mangano, “la politica è anche nelle piccole cose”.

Infine, a concludere la prima fase del confronto è stato Arbuse che,  anticipando il secondo punto, ha enunciato un suo pensiero sulle associazioni giovanili: “Non esistono schieramenti politici nel risolvere un problema, ma esistono schieramenti nel pensarla in maniera diversa”.

La seconda domanda, infatti, era: “Cosa rende un’associazione utile politicamente?” e, anche qui, i sette ospiti si sono trovati d’accordo nel definire un’associazione utile quando permette di risolvere un problema. Essa è utile “quando riesce a cambiare, nel proprio piccolo, qualcosa nella società”, ha affermato Greco, “con impegno e chiarezza”, conclude Mangano.

Per questo, si dovrebbe dare più spazio alle associazioni e, soprattutto, delle sedi, “perché spesso i gruppi si sciolgono per la difficoltà di vedersi”, conclude la tematica Guglielmo Sidoti.

Infine, il terzo “round”, riguardava la stabilità del lavoro nello sviluppo del territorio.

“Dalla stabilità del lavoro ne dipende quella del mercato”, ha affermato il rappresentante dei 5 stelle, e “Il lavoro è una necessità e un valore“, ha aggiunto Sidoti. “Quello che serve al sud però – continua-, è la cultura del coraggio, un meccanismo che rifiuta il posto fisso per provare ad aprire un’impresa”.

“Purtroppo, sta anche allo stato garantire di poter aprire un’azienda”, dice invece Alberto Arbuse.

Al  termine del confronto, vi è stato un dibattito aperto con il pubblico e tra i relatori stessi che hanno risposto alle varie domande.

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