MESSINA. Botta e risposta a distanza fra il sindaco Cateno De Luca e i consiglieri Alessandro Russo e Cristina Cannistrà su Family Card e rimborsi delle utenze ai cittadini.

A chiedere spiegazioni a De Luca, qualche giorno fa, erano stati i due esponenti del Pd e dei 5 Stelle, che avevano presentato un’interrogazione a cui era seguita prima la risposta ufficiale del dirigente Salvatore De Francesco e quindi quella del sindaco, affidata a un comunicato stampa.

Qui l’intervento del sindaco e di seguito la controreplica dei consiglieri:

«I fondi nazionali erogati dal Governo e più correttamente l’Ordinanza n. 658/2920 della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento Protezione Civile per un importo di € 1.707.591,31 – scrivono De Luca e l’assessore Alessandra Calafiore – sono stati interamente utilizzati per la family card, in quanto spendibili unicamente in buoni spesa e beni di prima necessità e non utilizzabili per il pagamento di utenze e canoni. È evidente, pertanto, che non solo le risorse sono state spese immediatamente ma hanno costituito solo una piccola parte di quanto utilizzato per far fronte ai bisogni dei cittadini attingendo a fondi regionali ed alle risorse della 328/2000. Consiglieri Cristina Cannistrà e Alessandro Russo – prosegue il documento – sapete bene che la realtà è ben diversa e avete richiamato genericamente le risorse nazionali ma non specificando gli importi, in quanto ben consapevoli del loro irrisorio ammontare. L’Amministrazione comunale ha posto in essere e riprogrammato in ottica Covid quasi venti milioni di euro per far fronte a buoni spesa, pagamento utenze ed affitti, destinando buona parte delle predette risorse ai buoni spesa ritenendo necessario soddisfare in via immediata bisogni alimentari. Ad affermazioni generiche e prive di riscontro l’Amministrazione risponde con numeri concreti riportati in maniera dettagliata nella nota del 13.10.2020, già inviataVi dal Dirigente Dott. De Francesco. Dal 10.04.2020, data di apertura della piattaforma, sono pervenute circa 35.000 domande e liquidati quasi € 7 milioni con ben 450 determine di liquidazione poste in essere dal Dirigente Politiche alla Persona ed alle Imprese. Un processo di istruzione di 35.000 domande che è stato posto in essere da un apposito gruppo costituito per lo più da assistenti sociali che ha impegnato gli uffici per diversi mesi anche in pieno lockdown. Un impegno enorme, che non può essere inficiato da qualche sporadica rimostranza di un esercente che lamenta un ritardo nei pagamenti che, si ribadisce, sono avvenuti nei tempi stabiliti nella convenzione e che hanno richiesto una minuziosa attività di verifica e controllo da parte degli uffici, anche a causa degli errori/imprecisioni di alcuni esercenti. Cari Consiglieri, – concludono il sindaco De Luca e l’assessore – il Governo non è stato in grado di fronteggiare i bisogni dei cittadini messinesi né tantomeno di tutti gli italiani».

Qui la controreplica di ieri sera dei due consiglieri, che criticano i toni utilizzati dal primo cittadino e chiedono una pubblicazione ufficiale e accessibile a tutti, tramite la quale il Comune dettagli mese per mese, risorsa per risorsa, spiegando quanto e come è stato speso.

«ll Sindaco replica alla nostra legittima richiesta di chiarimenti con una nota direttamente rivolta a noi e coi consueti toni propagandistici e sgarbati che lo contraddistinguono dal primo momento. Chiedere legittimamente conto di quanto sia stato speso e di quanto non sia stato ancora dato alle famiglie messinesi non è “strumentalizzazione politica”, come in una scomposta ricostruzione del sindaco sembrerebbe, bensì il nostro compito di controllo da consiglieri comunali a  sola difesa della trasparenza della spesa fatta coi soldi pubblici: appare compito sgradito al Sindaco, ce ne faremo una ragione. Ciò premesso, ci preme ricordare che la nota del sindaco, in cui si parla di circa 7 milioni di euro finora spesi per i bonus familiari, di cui quasi due milioni del Governo nazionale, sottace la circostanza che – avendo rimaneggiato l’utilizzo delle risorse della L. 328 – il Comune avrebbe a disposizione, per stessa ammissione di De Luca, circa altri 13 milioni di euro da destinarsi a rimborsi di bollette o a sostegno affitto. Ebbene: a sei mesi dall’inizio della pandemia e delle mirabolanti promesse alla città, dove è andata a finire la differenza tra i 7 milioni spesi fino a oggi e i 20 milioni che, anche col contributo del Consiglio Comunale, sono stati individuati e impegnati? Mancano all’appello circa 13 milioni di euro, di cui – ancora una volta – chiediamo conto al sindaco De Luca. Serve semplicemente che, in una pubblicazione ufficiale e accessibile a tutti, il Comune dettagli mese per mese, risorsa per risorsa, quanto e come è stato speso. Rendendo il conto in maniera trasparente alla città.  Finora, e ancora una ennesima volta, siamo dinanzi alle auto celebrazioni, alle dichiarazioni senza contraddittorio, a cifre messe a casaccio – basti verificare nella nota del dirigente la non corrispondenza tra i numeri delle pratiche liquidate… – che a noi non possono bastare.  Lo faccia, De Luca. Non si metta a fare politica, lui sì, contro due consiglieri che chiedono legittimamente il conto. Se non ha niente da nascondere, spieghi – ad esempio – perché i sostegni agli affitti o i bonus bollette siano da mesi in attesa di un “file” che la ditta Maggioli non ha ancora consegnato e quindi, come dicevamo noi, appunto, non sta consentendo di pagare i contributi a decine di famiglie messinesi».

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