MESSINA. Oltre 64 mila messinesi hanno votato (o rivotato) Federico Basile come sindaco di Messina alle ultime elezioni. È il dato comunicato da Sud chiama Nord che ha registrato un aumento del 38,59% di voti in più rispetto al 2018 (prima tornata che ha visto vincitore De Luca al ballottaggio) e del 12,86% rispetto al 2022. Si parla di 40.896 voti in più rispetto a otto anni fa (al primo turno) e 19.548 rispetto a EleMe22, quando Basile sbancò senza bisogno di ballottaggio.
I dati sono un segno dell’elettorato che si è spostato da un lato e dall’altro nonostante sia addirittura diminuito. Se infatti nel 2018 a votare erano stati 119.198 messinesi (di cui circa 23mila per De Luca), nel 2022 i numeri scendono vertiginosamente faticando a toccare le 100mila persone e durante l’ultimo weekend elettorale si sono recati alle urne 110.464 elettori. Questo dato mostra soprattutto come il consenso non sia più soltanto “anti-partiti” o legato all’effetto novità del 2018. Dopo otto anni, normalmente un’amministrazione locale perde consenso fisiologicamente. A questa tornata elettorale invece è successo il contrario.
E gli altri partiti? Secondo i dati, a soffrire di più negli ultimi otto anni è stato il centrosinistra che tra il 2018 e il 2026 ha perso il 6,04% di voti contro il -1,34% del centrodestra. Storia diversa per i candidati indipendenti che, se rispetto al 2022 hanno tenuto botta perdendo solo l’1,31% di x sulle schede, rispetto al 2018 hanno perso il 31% di elettori, che sembrano essere virati in buona parte verso i candidati di Sud chiama Nord che hanno cannibalizzato tutto il voto civico e moderato.


