MESSINA. La pietra nello stagno l’ha lanciata giovedi scorso Angelo Giorgianni, leader del comitato Ora basta e a fianco del candidato a sindaco Gaetano Sciacca: secondo l’ex magistrato, le dimissioni di Federico Basile sarebbero arrivate tre giorni in ritardo, mettendo a rischio le amministrative di maggio, disponendo il Comune di Messina ad un potenziale commissariamento di oltre un anno.
A Giorgianni ha risposto in un comunicato lo stesso Basile, spiegando che la questione è fuori discussione: questo però non ha affermato 118 cittadini dal sottoscrivere un esposto presentato a Regione e Prefettura, per sapere se la vettura dei fatti da parte dell’ex magistrato è corretta, e quali sarebbero gli effetti in quel caso. In sostanza, l’esposto si basa sul fatto che, per i comuni sciolti prima della scadenza naturale, si può votare nella tornata primaverile solo se la causa dello scioglimento, questo caso le dimissioni del sindaco, si verificasse entro il 24 febbraio, altrimenti bisognerebbe aspettare un altro anno per la consultazione elettorale.le dimissioni di Federico Basile sono state rassegnate il 7 febbraio, ed hanno avuto esecutività a partire dal 27 febbraio.
Sulla questione è intervenuto il presidente del consiglio comunale nello Pergolizzi che, come l’amministrazione che sostiene, ha dichiarato la circostanza destituita di ogni fondamento. “La tesi prospettata richiama l’articolo 53 del TUEL – spiega Pergolizzi – Si tratta però di un’interpretazione che non tiene conto della specificità dell’ordinamento siciliano. La Sicilia è infatti una Regione a statuto speciale e, proprio in virtù di questa autonomia, la materia degli enti locali – compreso il sistema elettorale dei Comuni – è disciplinata da una normativa regionale propria. Il riferimento principale è rappresentato dalla Legge regionale n. 35 del 1997, oltre che dalle successive disposizioni regionali che regolano l’elezione degli organi degli enti locali. Questo significa che le norme del TUEL non si applicano automaticamente nell’ordinamento siciliano, poiché la materia elettorale degli enti locali è regolata direttamente dalla legislazione regionale. Richiamare quindi il TUEL per sostenere possibili scenari di annullamento o rinvio delle elezioni comunali in Sicilia significa confondere due ordinamenti giuridici distinti: quello statale e quello regionale. Siamo dunque di fronte a una tesi giuridica discutibile e priva di reale fondamento normativo”.
Pergolizzi tira anche una stoccata: “Non può inoltre sfuggire che questa interpretazione venga diffusa da soggetti che saranno direttamente coinvolti nella prossima competizione elettorale, partecipando con ruoli significativi alla presentazione di un candidato sindaco e di alcune liste”, conclude il presidente del consiglio.






Veramente curioso che leader del comitato “”” Ora basta “””” cerchi cavilli per non andare velocemente ad elezioni. Curioso o significativo ? In che mani affidiamo il futuro dei nostri figli………