MESSINA. In attesa di Alessandra Minniti, che concluderà il ciclo di incontri promossi dalla coalizione di centrosinistra, prosegue la presentazione degli assessori designati di Franco De Domenico. Dopo Valentina Zafarana (anche vicesindaca), Felice Calabrò, Giovanni Randazzo, Cristina Cannistrà e Christian Bisceglia, oggi è la volta di Antonella Russo, consigliera uscente (ricandidata) del Pd. Come da copione ad introdurla è Franco De Domenico, ancora collegato da remoto (e in attesa di tampone): “La città ha bisogno di persone preparate e combattive come lei”, commenta, parlando poi del piano di riequilibrio, di trasparenza e dei conti del Comune. “Abbiamo stimato l’assunzione di circa 250 persone, ma non è propaganda elettorale, a differenza di chi aveva annunciato lo “stop” alle assunzioni per poi sbandierarne mille sotto elezioni”. Tocca a Valentina Zafarana: “Antonella è in consiglio comunale dal 2013, conosce la macchina amministrativa dal di dentro e può dare un contributo importantissimo. Sul piano di riequilibrio sono state raccontate tante cose false, e non lo sosteniamo noi, ma la Corte dei Conti, che ha certificato come il ‘Salva Messina’ non abbia salvato alcunché”, spiega la vicesindaca, che legge poi alcuni estratti del documento dei magistrati contabili. Ad entrare “nel tecnico” è Antonella Russo: “La verità non è quella raccontata con le dirette Facebook”, esordisce, ricostruendo poi nel dettaglio tutte le tappe in merito alle “tasche” di Palazzo Zanca, soffermandosi in particolare su quanto fatto dall’amministrazione uscente, sulle 81 pagine di relazione della Corte dei Conti (“Dei macigni sulla fattibilità del piano di riequilibrio targato De Luca”) e sulla successiva rimodulazione del piano di risanamento. “Il Salva Messina non sarà mai sottoposto all’esame della Corte dei Conti, è bene che i cittadini lo sappiano, al netto di tutti gli annunci trionfalistici sui social. Adesso siamo in una fase paradossale, dato che il piano dovrà essere riformulato ulteriormente e passeranno altri anni prima di conoscerne le sorti. Per quanto riguarda i contenuti siamo di fronte a numeri ballerini, sui quali faremo chiarezza per capire le variazioni della massa debitoria”. Quindi legge alcuni dei passaggi più “controversi”, nero su bianco, del piano di De Luca, facendo riferimento nello specifico alla gestione e ai conti delle società partecipate. Infine un affondo nei confronti di Federico Basile e sul suo ruolo da “subalterno” in campagna elettorale rispetto all’ex sindaco dimissionario: “È stato nominato presidenti dei revisori del conti sotto Accorinti, ed è stato il massimo esponente incaricato di visionare i piani economici del Comune, che ha approvato, per poi diventare il ‘guardiano dei conti’ di De Luca”. “Il bilancio deve essere trasparente e partecipato. Adotteremo dei software per renderlo ‘fruibile’ ai cittadini”, conclude, parlando dei fondi destinati alla democrazia partecipata e alle voci da destinare per la parità di genere.

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