MESSINA. Togliamoci subito via il dente: non c’è più la flotta comunale, il “progetto Manhattan” dell’amministrazione di Renato Accorinti che vinse le amministrative nel 2013. Venti pagine di programma per il sindaco uscente in cerca di riconferma, in cui la parte del leone la fa, ovviamente, il “già fatto”. E infatti, quello di Accorinti è a metà tra un consuntivo ed un “work in progress”. Come Cateno De Luca ha sottolineato più volte nel suo programma, ormai l’orizzonte amministrativo perchè un’amministrazione possa immaginare un progetto e tagliare il nastro è di dieci anni, non di cinque. La frase “il programma di amministrazione per il quinquennio 2018-2023 poggia sulle fondamenta che l’amministrazione 2013-2018 ha gettato, rappresentandone la naturale e coerente prosecuzione” è esplicativa in questo senso.

Messina cresce: città di tutti, città per tutti” è lo slogan di Accorinti, che ci tiene a sottolineare (sono le prime righe del programma) di essere il primo sindaco che in 15 anni è riuscito a portare a termine i cinque anni di esperienza amministrativa, “raggiungendo risultati concreti e ottenendo risorse per lo sviluppo della città pur in condizioni molto difficili”, ci tiene a specificare. “Città bella, intelligente, inclusiva, speciale e particolare e policentrica, per questo non si parlerà di centro e di periferia”, è la strategia dalla quale parte il programma, insieme a valorizzazione dei territori, mobilità sostenibile, sviluppo economico di attività produttive occupazione, sviluppo umano di relazioni di comunità e “processi emancipatori di espansione delle libertà individuali”.

I punti veri e propri, molto sommari, arrivano solo dopo la lunga (e chiara) introduzione: nessun volo di fantasia, come d’altra parte sarebbe abbastanza poco credibile per un uscente, e quindi si parte col grande classico: il recupero del “frontemare (apprezzabile il fatto di non ricorrere ad anglicismi), citando come fonti il Patto per la falce ed l’ormai atteso da dieci anni piano regolatore portuale. Interessante notare come Accorinti, nel suo programma, parla di area fieristica, passeggiata a mare e villa Sabin come se fossero del Comune, mentre invece sarebbero giurisdizione dell’Autorità portuale. Poi, con un ottimismo fuori dal comune, si parla di rada San Francesco “con finalità di diportismo e recupero della piena fruizione della costa e delle risorse marittime e balneari”: Accorinti ha quindi fiducia che il porto di Tremestieri parta in tempo, proceda veloce e termini senza intoppi.

Interessante il capitolo del turismo sostenibile, in cui accanto agli alberghi diffusi e B&B, spuntano percorsi di ciclocross e… motocross. Non manca al solito un occhio di riguardo ai croceristi con una apposita “card”, un nuovo sistema di segnaletica innovativo, eventi artistici nazionali e internazionali, potenziamento dei forti umbertini e “promozione del food”. Opere non proprio titaniche, che però l‘amministrazione non è riuscita se non in minima parte a mettere in cantiere in cinque anni.

Perchè, e il programma lo sottolinea, si è badato più a salvaguardare conti e del territorio: e infatti, nella sezione dedicata alle politiche del territorio si citano più che altro progetti in cantiere, le opere del piano triennale dell’Amam e il nuovo piano regolatore, arrivato a ridosso della scadenza dei cinque anni. Nuova è invece l’attuazione di un circuito di punti panoramici.

Sulla mobilità, l’amministrazione Accorinti vince facile. Invece di indulgere nelle elencazioni di successi di un settore che era cadavere e oggi invece è a livelli vicini a quelli di città occidentali, il programma punta alla continuità: piano urbano della mobilità, isole pedonali diffuse, bike sharing e un vero e proprio tabù per il messinese: “riduzione del traffico automobilistico a favore della vivibilità attraverso un migliore utilizzo dei parcheggi esistenti con tariffe agevolate e chiusura parziale del traffico del centro cittadino”. Un punto che, da solo, potrebbe far perdere le elezioni anche al candidato che si presentasse senza avversari. Nel programma rientrano anche  integrazione con Reggio, il collegamento con l’aeroporto calabrese, ma anche raddoppio della ferrovia Messina-Catania e collegamento stazione di Catania-Fontanarossa: il tutto garantito dal centro di scambio intermodale alla stazione centrale. Per quanto riguarda l’energia, si continuerà con la strada già intrapresa di efficientamento energetico: anche qui, nessuna rivoluzione.

Le politiche finanziarie si basano soprattutto sulla dilazione in vent’anni del piano di riequilibrio, misura bocciata incredibilmente dal consiglio comunale, ma che la prossima amministrazione avrà facolta di riproporre. Questo, secondo Accorinti (ma è opinione comune di pressochè tutti i candidati), libererà risorse per tutti i settori. Un punto inedito del programma è l’istituzione di uffici competenti dedicati esclusivamente al reperimento di risorse europee.

Questo è uno dei capisaldi del programma finanziario, insieme alle misure per ,l’imprenditoria ed il commercio, quali la riduzione della pressione fiscale (che Accorinti dichiara di aver già iniziato a fare tramite la riduzione della Cosap), e col progetto di promozione commerciale dal non promettentissimo nome “Black.Me”, che servirà per pianificare “azioni di riduzione dei prezzi in città”, anche se non spiega materialmente come. Coi fondi Masterplan, poi, Accorinti informa di aver avviato un centro per l’imprenditorialità giovanile “Imprendo.lab”.

Quindi tocca ai beni comuni, vero e proprio cavallo di battaglia del primo Accorinti del 2013. Nel programma è previsto l’istituzione del laboratorio con strumenti di partecipazione, esattamente come nel 2013, ma anche la valorizzazione delle competenze del personale e soprattutto l’intenzione di mantenere totalmente pubbliche le aziende partecipate. Un altro punto essenziale del programma e la valorizzazione della casa del portuale tramite la realizzazione del “Made in Sicily”. Proprio la casa del portuale è stata uno dei motivi dell’allontanamento della base di estrema sinistra dall’avventura ccorintiana: il mancato sostegno dell’amministrazione all’occupazione da parte degli attivisti del teatro Pinelli, è stata motivo che ha allontanato inesorabilmente le due parti.

Per quanto riguarda il risanamento, accoglienti punta sull’agenzia sociale per la casa con “funzione strategica interdipartimentale”. Nel settore dei rifiuti, in continuità con quanto fatto in questi anni, si proseguirà con la strategia rifiuti zero: no inceneritori, aumento raccolta differenziata, educazione al riuso e al riciclo. Spunta di nuovo il parco dei Peloritani, ma anche il Gal (gruppo di azione locale) per la partecipazione alle risorse del piano per lo sviluppo rurale, ed il bilancio ambientale. In edito il capitolo riguardante la cardioprotezione cioè una rete estesa su tutta la città con un massimo di 25 punti attivi con la disponibilità per un pronto utilizzo di defibrillatori.

Niente rivoluzioni anche nel settore dei servizi sociali: innovazione, valorizzazione delle famiglie e dei più piccini, intergenerazionalità per una città accogliente e inclusiva, tutela dei diritti, senza barriere e senza discriminazioni: una enunciazione di punti programmatici senza particolari approfondimenti.

Una particolare attenzione è stata rivolta al Pilone: nella zona di capo Peloro saranno sperimentate nuove tecnologie per valorizzare spazi aperti luoghi di interesse nell’ottica del riavvicinamento della città il suo patrimonio culturale attraverso internazionalizzazione è miglioramento dell’immagine della città.

In pressochè tutti i punti manca l’enunciazione chiara delle fonti di finanziamento. In questo, il programma di Accorinti è molto simile agli altri.

 

 

 

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