E’ il risultato che desta più stupore: il Movimento 5 stelle sembra destinato a finire in coda al gruppo dei quattro (Cateno De Luca, Antonio Saitta, Renato Accorinti e Gaetano Sciacca) che si giocavano un posto al ballottaggio. Un risultato reso ancora più amaro dal fatto che probabilmente la lista pentastellata sarà la più votata in assoluto, consentendo così per la prima volta l’ingresso a Palazzo Zanca ad esponenti del movimento in veste di consiglieri comunali.

Solo una settimana fa piazza Cairoli si era riempita come non si vede vada moltissimo tempo per il comizio che era culminato nel discorso del neo vicepremier Luigi Di Maio. E stanotte, invece, quei risultati alle rne che facevano a pugni sia contro il bagno di folla di soli sette giorni prima, sia contro la muscolare affermazione del movimento alle politiche di marzo (ma anche alle regionali di novembre 2017), in cui mezza Messina aveva votato pentastellato.

Una chiave di lettura l’ha offerta il sempre lucido Francesco D’Uva, fresco capogruppo del movimento alla Camera: “Gaetano Sciacca era il miglior candidato che potessimo esprimere, deve, invece, essere avviata una seria riflessione sulla necessità di eliminare il limite dell’unica lista a sostegno”, ha spiegato il parlamentare.

Una tornata elettorale, quella di ieri, che conferma l’allergia dei cinque stelle messinesi alle amministrative: nel 2013, nonostante la buonissima affermazione alle politiche, il movimento fallì totalmente la corsa a Palazzo Zanca con Maria Cristina Saija, che si fermò al 2,87%

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Pentastellato pentito
Pentastellato pentito
11 Giugno 2018 14:48

Ma ancora parlano?
Volevano governare da soli e hanno fatto l’inciucio con la Lega, avevate detto “no a indagati” e mi ritrovo amici degli Spada, avete proposto Siri ministro dell’economia (condannato per bancarotta fraudolenta) e ancora parlate? La verità è che non avete abbastanza candidati.
L’unica cosa che avete ottenuto è stato favorire un uomo di Genovese e un uomo di Raffaele Lombardo.