MESSINA. A meno di una settimana dal voto, LetteraEmme riassume i programmi dei cinque candidati a sindaco. Dopo Salvatore Totaro, ieri, oggi è il turno di Gino Sturniolo, candidato con “Messina In Comune” e sostenuto da Rifondazione comunista, Partito comunista italiano, Potere al popolo, Azione civile e Antudo.

Sono 36 in tutto le pagine del programma di Gino Sturniolo, candidato a sindaco di Messina in Comune, divise in 10 punti che spaziano dal bilancio alle scuole, passando per gli obiettivi tecnologici, l’immigrazione, la rivalutazione del territorio e per concludere con il «fare di Messina una città di pace e denuclearizzata».

Si parte proprio dal bilancio. L’obiettivo principale di Sturniolo è quello di creare una rete di comuni chiedendo allo Stato di trasferire una quota maggiore di ricchezza agli enti locali e allentando la morsa delle tasse sui messinesi.

Paragrafo a parte è dedicato alle partecipate, con la condanna alla privatizzazione e l’affermazione dell’idea che sia meglio la gestione tramite aziende speciali e non Società per azioni. Così come per i beni comuni, ambito nel quale Messina in Comune mira a favorire forme di agire collettivo anche attraverso la gestione partecipata di edifici, spazi urbani e rurali dimessi che potrebbero essere destinati all’autogestione. Tra i punti anche considerare beni patrimoniali della comunità l’insieme dei Beni Culturali, completare la mappatura dei beni del Comune, favorire una gestione collettiva per fini sociali, rendere effettivo il regolamento sugli orti urbani e diffondere l’educazione all’antimafia. 

Capitolo a parte è dedicato alla democrazia, che secondo il candidato sindaco deve essere: «Prima di tutto partecipazione». Per questo sono previsti i consigli comunali nei quartieri; messa a sistema e valorizzazione delle esperienze nate dal territorio, da associazioni ed enti e l’utilizzo dell’innovazione tecnologica per favorire la comunicazione tra cittadini e Comune. Una piccola parte del paragrafo e poi dedicata all’ammodernamento della macchina informatica dell’amministrazione comunale, passando per l’utilizzo di software liberi e open. Punto del programma di Sturniolo sono anche i villaggi collinari e marittimi. Anche se non sembra vedere un futuro prospero per il completamente del decentramento, comunque tra i punti in programma ha inserito un’implementazione del servizio informatico in modo che ogni cittadino possa accedere tramite spid e cie direttamente nei portali comunali e ricevere gli stessi servizi che riceverebbe negli uffici. A questo si aggiunge l’idea di istituire sportelli comunali decentrati e istituire nei villaggi più isolati dei punti di raccolta differenziata mobile.

Un ampio capitolo è invece dedicato alla cura del territorio con un netto “no” al ponte e il richiamo al rischio idrogeologico e al “piano colline”, alle foreste e alle spiagge per i quali sono previsti una risistemazione, un censimento, mentre i terreni incolti e la cura degli animali vengono inseriti nello stesso paragrafo, che fa riferimento ad affinamento dei terreni e campagne di contrasto alle pratiche di maltrattamento. Per quanto riguarda l’ambiente invece è in programma l’istituzione di un osservatorio permanente della sostenibilità ambientale, aumenteranno i mezzi pubblici elettrici, l’idea è di installare dei pannelli fotovoltaici sugli edifici dell’ATM e di pari passo verrà acquistato un parco biciclette elettriche comunali contrassegnate ATM.

Il quarto punto è dedicato ai giovani, alla scuola, e allo sport con idee come il potenziamento di cinema e teatri, la creazione di nuovi spazi di aggregazione, ristrutturazione di piscine comunali e aiuto per nuove società sportive. Il quinto capitolo è dedicato a beni culturali, paesaggistici e promozione turistica, elemento per il quale Sturniolo e il suo gruppo dichiarano di avere come obiettivo quello di: «Rilanciare la città da un punto di vista delle attività culturali, del turismo, dell’arte, attraverso la riqualificazione e promozione del patrimonio storico, archeologico e monumentale cittadino»

Per questo è previsto un censimento e la mappatura digitale di tutti i luoghi di interesse storico e dei “luoghi della memoria” anche attraverso l’utilizzo di rimandi multimediali. Attenzione viene date anche alle varie compagnie teatrali e artistiche, alle quali potrebbero essere assegnati spazi, così come per le risorse umane che lavorano nei teatri, alle quali sarebbe destinata una parte dei fondi stanziati. 

Il sesto punto del programma si concentra invece sul diritto alla casa. Qui Sturniolo fa leva sui 30mila alloggi cittadini vuoti, in relazione allo spopolamento della città e da qui parte la sua idea di “diritto alla città”, che consiste nell’intraprendere un percorso teso a ridurre le disuguaglianze e i loro effetti, recuperare, riqualificare e rendere pienamente vivibili i quartieri e i villaggi. Questo attraverso l’assunzione di nuove risorse umane, piani di Recupero e Autorecupero e la riconversione dei beni sequestrati alle famiglie mafiose. 

Un breve capitolo è dedicato al lavoro, con un’analisi del contesto messinese, che naviga tra disoccupazione, precariato e lavoro in nero. Per questo tra i piani del candidato di Messina in Comune c’è la creazione di uno sportello del Comune, sia fisico che virtuale, l’internalizzazione dei servizi e la stabilizzazione del personale. A questo si unisce l’apertura di un polo di ricerca e sviluppo tecnologico dello Stretto.

L’ottavo punto del programma di Sturniolo è dedicato ai servizi sociali, con l’obiettivo di creare una città inclusiva. L’azione si articolerà in macroaree: servizi sociosanitari, servizi socioculturali, disabilità e terza età, elementi di politica sociale e sostegno contro le discriminazioni di genere. Tra gli obiettivi c’è anche l’attuazione di un programma regionale unitario per l’autismo per far fronte ai bisogni delle persone con autismo e alle loro famiglie. 

Il penultimo punto è dedicato ai migranti, attraverso la promessa della creazione di una città “accogliente”attraverso inclusione con corsi e sportelli mirati, rappresentanza e cittadinanza e un programma dedicato alle donne migranti. 

Il decimo e ultimo punto è invece incentrato alla pace, con l’obiettivo di fare: «di Messina e della Sicilia una città e una regione di pace e denuclearizzate, riaffermando così il valore della Costituzione e in particolare dell’articolo 11»

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