MESSINA. Nessuno ci contava, e le previsioni sono state ampiamente rispettate: mancavano ancora diversi minuti alla mezzanotte del 2025 quando sono iniziati i botti, che sono continuati per almeno 15 minuti del 2026, nonostante da diversi anni l’utilizzo di giochi pirotecnici (fuochi d’artificio, petardi, mortaretti, ma anche vere e proprie bombe carta…) e l’accensione di falò durante la notte di Capodanno sia vietato, e malgrado i grossi sequestri degli ultimi giorni.
Il divieto discende da una legge dello Stato (che ne vieta l’utilizzo ma non la vendita), rafforzata ogni anno da un’ordinanza comunale. Che ogni anno viene regolarmente disattesa. Da nord a sud, dal litorale alle colline, si è sparato come se niente fosse per scacciare il 2025 ed accogliere il 2026. Fra i botti, anche l’accensione di un fuoco nella zona di Gravitelli, proprio davanti all’Aulario dell’Università degli Studi di Messina.









