MESSINA. Una giornata intera dedicata a fare il punto sulle partecipate: ieri Cateno De Luca, insieme agli assessori di riferimento, ha incontrato, in ordine cronologico, l’amministratore di MessinaServizi bene Comune Beniamino Ginatempo, quello dell’Amam Francesco Bonanno, i tre componenti del consiglio d’amministrazione dell’Atm (il presidente Giovanni Foti ed i consiglieri Simonetta Di Prima e Alberto Ciccone), quindi il presidente del teatro Vittorio Emanuele Luciano Fiorino (un ente che non è una partecipata, ma la cui presidenza è nominata dal sindaco) e per ultimo il liquidatore unico di Innovabic, Dario Latella ed il direttore della stessa partecipata, Ivan Di Fiore.

De Luca ha già emanato l’avviso per l’invio dei curricula per concorrere alla selezione dei sostituti deglia attuali vertici delle partecipate (che sono nomine fiduciarie, effettuate dall’amministrazione guidata da Renato Accorinti e quindi “scadute” con essa), e oggi pomeriggio sia Francesco Bonanno che Luciano Fiorino hanno deciso di dimettersi dai rispettivi ruoli. Da quanto si legge nel bando, De Luca ha intenzione di sostituire i due amministratori unici con un consiglio d’amministrazione a tre membri per ciascuna delle due partecipate MessinaServizi e Amam.

Come sono andati gli incontri? Per MessinaServizi, “sui costi del servizio attuale è stato un confronto di massima – ha spiegato De Luca – ed è stato evidenziato che il contratto di servizio è carente di alcuni aspetti, tra cui la data per il raggiungimento dell’obiettivo del 65% della raccolta differenziata”.

L’Amam invece subisce “tematiche strutturali che sono figlie di un retaggio gestionale non approntato ai principi di economicità, efficienza ed efficacia – è il commento del sindaco – Si è trattato inoltre il tema dell’approvvigionamento idrico alternativo al Fiumefreddo per liberare la città dal sistema che, negli anni, si è dimostrato sempre più fragile e non soddisfacente. Il confronto si è basato anche su corposi documenti predisposti dall’Amministratore al fine di evidenziare le grandi potenzialità che l’Amam non ha avuto ancora modo di esprimere”.

Con l’Atm la scorsa settimana De Luca era ai ferri corti. L’incontro di ieri si è focalizzato su “alcune criticità riguardanti l’anno 2018 determinate dalla disastrosa situazione economica-finanziaria del Comune di Messina che potrebbe rendere necessaria una immediata riduzione dei servizi erogati da alcune società partecipate, tra cui l’Atm – ha illustrato Cateno De Luca – Inoltre è stata svolta una disamina sui bilanci dell’Azienda con particolare riferimento agli anni 2017 e 2018 soprattutto alla luce di alcuni elementi condizionati anche da fattori extra aziendali che richiedono una urgente modifica del progetto di bilancio del relativo Piano Industriale 2018/2020”.

Diversa la situazione del teatro Vittorio Emanuele e di InnovaBic: per l’ente regionale, il soprontendente Egidio Bernava “ha evidenziato la composizione della dotazione organica e i profili finanziari che hanno riguardato il recupero dei fondi FURS 2015/2016 e il FUS nazionale 2017 che consegnano uno stato patrimoniale sano e risanato dalle sue precedenti componenti negative”.

Da InnovaBic, invece, il Comune vuole uscire: Uno dei primi atti di De luca da sindaco è stata una ricognizione per vedere di liquidare il 33% di partecipazione azionaria detenuta da Palazzo Zanca. “Il confronto si è focalizzato – ha detto il Sindaco De Luca – sulla situazione economico-finanziaria della società determinata dall’assenza di contratti di servizi da parte di soci e l’affidamento di incarichi di progettazione. A fronte delle altalenanti posizioni assunte dai soci in varie occasioni il Comune di Messina ha formalizzato un contratto di servizio a far data, 9 febbraio 2018, finalizzato all’assistenza tecnica per fondi extra regionali. Il Sindaco ha chiarito che ha riscontrato l’informale volontà del Magnifico Rettore di dismettere le proprie quote societarie e identica situazione è stata riscontrata negli atti posti in essere dalla Città metropolitana. L’Amministrazione comunale si riserva di assumere le decisioni consequenziali”.

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