MESSINA. E’ fuori dalla mezzanotte di oggi, mercoledì 13 Dicembre 2023, su tutte le piattaforme musicali digitali, il nuovo singolo dei TAMÈ, distribuito da Tuma Records, intitolato “Fine Agosto”. Il Collettivo artistico di base torinese, ma che al suo interno raccoglie accenti provenienti da tutta l’Italia, con _Gio solo_ (Giovanni Cialone) voce e tastiere, Sanders (Alessandro Ferretto) voce-tastiere-sax, Bucco (Matteo Buccoliero) chitarra, Tom (Tommaso Ainardi) al basso e Lele (Emanuele Cocomazzi) alla batteria, torna in scena dopo due anni dalla pubblicazione di “Ma tu”, loro primo album, e a distanza di un anno e mezzo dall’ ultimo singolo “Il tempo delle mele”, scegliendo di portare avanti il proprio progetto artistico collaborando con l’etichetta musicale messinese che ne curerà in primis la distribuzione. I TAMÈ nascono a Torino nel 2018, e più che una band si possono inquadrare come un vero e proprio collettivo artistico di musicisti e creativi che ricercano la contaminazione tra le loro note e le loro vite. Sono giovanissimi, simpatici, talentuosi, originali e molto attenti, e sensibili, a quello che succede nel mondo. Groove e raffinatezza sono le parole chiave della loro musica, e nonostante l’evidente influenza del mondo indie, pop e r&b che emerge dal loro sound internazionale, non amano definirsi attraverso schemi rigidi di genere musicale, dato che accolgono stimoli differenti in studio e, ancora di più, sul palco. Questo grazie anche al fatto che i loro ascolti personali sono poliedrici e vanno da Niccolò Fabi ai Foo Fighters, dai Radiohead ai Tame Impala, passando per la musica d’ autore italiana fino al jazz anni 50 e all’ acid jazz degli anni 70, e tanto altro ancora. Un mix di sonorità sorprendente e dagli incastri accattivanti, proprio come si può cogliere al primo ascolto del loro nuovo singolo dove r&b, drill pop, indie soul, pop ed alternative r&b, si intrecciano alla perfezione per 2 minuti e 55 secondi. In “Fine Agosto” è come se il genere umano si dividesse in due: c’ è chi ha scelto in cuor suo che l’anno finisce puntualmente ad Agosto ed inizia il primo di Settembre, e poi c’ è chi segue la convenzione e fa partire il countdown la notte del 31 Dicembre brindando alla fortuna e all’ abbondanza di una nuova alba che sta nascendo. Ed in entrambi i casi ci si ritrova davanti allo specchio, bisognosi di un attimo di consapevolezza, sincerità e verità. E’ il momento per mettersi a nudo e capire come siamo stati o chi siamo stati, interrogarci sui nostri grandi traguardi e sulle nostre paure, per stabilire, infine, un nuovo percorso che ci possa avvicinare verso la parte migliore di noi. “Fine Agosto” è un bellissimo regalo di Natale, è quella pagina di diario che ognuno di noi avrebbe bisogno di scrivere, riporre in un cassetto, e rileggere in quei momenti “un po’ così”, per rivivere l’istante in cui ha capito cosa era e visualizzato cosa vorrebbe essere. Dopo il tour di 22 date in giro per tutta l’Italia, nel 2021, in occasione dell’uscita del loro primo album, i TAMÈ non vedono l’ora di tornare a suonare live in giro per le città del bel paese, passando ovviamente, presto, anche dalla Sicilia e da Messina, e nel mentre lavoreranno alla pubblicazione di due importanti obiettivi, per entrambi in collaborazione con l’ etichetta messinese Tuma Records, che vedranno luce nel 2024, su per giù, a Marzo con un Ep ed a Settembre con l’ arrivo del loro secondo album in studio.

Chi siete e perché “TAMÈ”?

Nasciamo nel 2018 a Torino, sebbene nessuno di noi sia nato nel capoluogo piemontese. Avevamo già militato in altre formazioni musicali, ci conoscevamo da un po’ e poi semplicemente ci siamo innamorati l’uno dell’altro, con la musica e dentro la musica. L’idea iniziale era quella di proporre una versione della black music british a nostro modo. Col tempo poi abbiamo abbandonato sempre di più i limiti e cercato una dimensione sempre più personale. TAMÈ è un termine dialettale del centro sud Italia (precisamente alto molise) e si usa per esprimere una sensazione di stupore e meraviglia per un evento che sta accadendo, letteralmente: “oh wow guarda là!”

Quali sono gli obiettivi ed i punti di forza del vostro progetto musicale? 

Vorremmo affermarci come band italiana, ma dal respiro internazionale. Un tour europeo sarebbe un bell’obiettivo raggiunto, ecco. Il nostro punto di forza crediamo sia l’imperfezione. Siamo imperfetti in tutto, dal rapporto che abbiamo tra noi 5, alle dimenticanze, alla musica che scriviamo e, nonostante il grande impegno nel migliorarci, alla fine abbiamo capito che ci piace, ci va bene che qualcosa sia fuori posto perché diventa così irripetibile, transitorio e in qualche modo magico.

La musica dei TAMÈ è sganciata da qualsiasi tipo di etichetta di genere e stile, ma di cosa parlano e come suonano le vostre note?

La nostra musica parla di emozioni semplici, guarda il mondo con gli occhi di un bambino, lo critica con l’ardore di un adolescente ribelle, lo accetta come un adulto e infine si nutre di speranza come un vecchio saggio. Ognuno di noi poi, in modo casuale e del tutto personale, si ritrova in uno di questi momenti in una delle nostre canzoni.

 

È fuori da oggi il vostro nuovo singolo, qual è la sua storia?

Fine agosto parla di una relazione tossica, che ti costringe a guardare il tempo trascorrere nell’attesa che le cose possano un giorno finalmente cambiare. È una richiesta di sincerità e, allo stesso tempo, una presa di coscienza. È necessario nelle nostre vite compiere questo passo, allontanare il senso di possessione e cercare, infine, di sentirsi leggeri come farfalle, planare sulle cose con la consapevolezza che nulla in fondo ci appartiene.

La vostra base è Torino, come nasce la collaborazione con l’etichetta Siciliana Tuma Records?

È il tipico caso in cui ti sbatti per mesi per cercare qualcosa e poi alla fine ce l’avevi letteralmente dietro casa. È successa più o meno la stessa cosa: noi cercavamo un’etichetta per la nostra nuova musica e all’improvviso ci siamo resi conto che una nostra vecchia conoscenza lavorava per un’etichetta discografica, Tuma Records. Il progetto è piaciuto e a noi sono piaciuti loro. Nulla di più naturale. E naturale, di solito, per noi, significa “splendido”.

 

Tre cose che vi piacciono e tre che non vi piacciono dell’attuale panorama musicale italiano. 

Che non ci piacciono: 1) L’industria musicale italiana delle major è una lobby a tutti gli effetti, accentra il potere e la ricchezza, indirizza le utenze e gioca essenzialmente un campionato a parte, 2) La dignità lavorativa e professionale NON riconosciuta dallo stato italiano ai musicisti nel nostro paese, 3) La competizione, soprattutto a livello di band e artisti emergenti. (Scusa dobbiamo aggiungerne un altro: la grande carenza di venue adatte ad ospitare artisti emergenti con cachet ridotti, ma per eventi con notevole rischio d’impresa. Cose che ci piacciono: 1) I collettivi che nascono con l’intenzione di creare arte, senza pretese. I thru collected ne sono l’esempio lampante, 2) La qualità artistica di una quantità enorme di artisti emergenti. Se ascolti la radio non lo senti, ma se sai dove cercare scopri che c’è un sottobosco impressionante. 3) La scena torinese; incredibilmente talentuosa, sincera e viva.

Progetti per il futuro: Ep e tour?

Dopo due anni e mezzo rinchiusi in studio a registrare una quantità esagerata di brani, non vediamo davvero l’ora di tornare a calcare qualche palco. Stiamo lavorando con il nostro booking Sberdia live per organizzare il nostro secondo tour in Italia in primavera. Nello stesso periodo uscirà il nostro primo Ep. Un prologo per qualcosa di ancora un po’ più grande!

 




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