MESSINA. La richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei conti al comune di Messina sul piano di riequilibrio (qui cosa hanno chiesto esattamente i magistrati contabili), perchè “la documentazione pervenuta non ha consentito di comprendere compiutamente la coerenza d’insieme dei collegamenti delle informazioni finanziarie”, è diventata terreno di scontro politico, con le opposizioni, centrodestra e centrosinistra, all’attacco di Federico Basile e della sua ex amministrazione.
“Sullo stato dei conti comunali Basile non poteva non sapere. La città merita chiarezza, perché da quei conti passa tutta la credibilità che si è giocata l’amministrazione dimissionaria su politica di risanamento dei conti – ha incalzato Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra di Messina – Il Comune di Messina risulta in disavanzo sia nel 2023 che nel 2024. E non abbiamo ancora elementi certi sul possibile disavanzo del 2025, perché è in corso il riaccertamento straordinario dei residui. I dati sono oggettivi e meritano risposte chiare. Per questo pongo domande semplici, per avere semplici risposte: nel 2023 e nel 2024 il Comune di Messina risulta essere in disavanzo, sì o no? È attualmente un ente strutturalmente deficitario, sì o no? E il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è notevolmente aumentato di recente, sì o no?”, conclude Antonella Russo
Il consigliere Alessandro Russo, che entra nel merito di uno dei punti più delicati: il ricorso alle anticipazioni di tesoreria. «Si tratta di un utilizzo massiccio e sistematico – spiega – che non può essere considerato fisiologico. Parliamo di risorse anticipate per coprire spese legate a progetti finanziati con fondi extra bilancio, spesso provenienti da programmi europei o nazionali e non è scritto da nessuna parte che in futuro quelle somme non saranno riqualificate e destinate altrove. Queste somme vengono anticipate dal Comune in attesa della rendicontazione e del successivo rimborso. Ma siamo certi che tutti questi progetti saranno riconosciuti e finanziati integralmente? Perché, in caso contrario, il rischio ricade sulle casse comunali. Ci sono casi in altre città in cui, a distanza di anni, l’Unione Europea ha chiesto la restituzione delle somme perché utilizzate in modo non conforme. È un rischio concreto, non teorico».
Sulla stessa linea l’intervento di Felice Calabrò, che amplia il ragionamento sul piano politico e istituzionale. «La nota della Corte dei conti è formalmente ordinaria – spiega – ma sostanzialmente molto significativa. La Corte si rivolge all’organo di revisione, che è il soggetto deputato a relazionare sullo stato del piano. Eppure, a Palermo sono andati la segretaria generale e il ragioniere generale. È legittimo, ma politicamente e istituzionalmente pone interrogativi. Perché non i revisori? E perché non il Commissario straordinario?», conclude Calabrò.
Anche il centrodestra non ha lesinato in critiche: prima Marcello Scurria, in una conferenza stampa sabato mattina, aveva puntato l’indicxe contro l’ex amministrazione: “C’è una differenza di 69 milioni tra due documenti dello stesso Comune, e questa differenza va spiegata. Le possibilita’ sono: un errore di classificazione, una scrittura contabile non corretta, oppure qualcosa che non e’ stato comunicato alla Corte. In tutti i casi, serve una risposta documentata”.
Stamattina, a intervenire sono stati i consiglieri del centrodestra: “Le richieste di chiarimenti della Corte dei Conti riguardano disallineamenti di diversi milioni di euro nel piano di riequilibrio, argomenti sui quali l’amministrazione uscente non può certo minimizzare. Siamo a fianco del nostro candidato sindaco Marcello Scurria nella ricerca della verità. Chi ha amministrato negli ultimi otto anni non ha mai condiviso in Aula conti che adesso si rivelano tutt’altro che coerenti. L’operazione verità che propone il nostro candidato sindaco e la richiesta di un confronto con il ‘guardiano dei conti’ Federico Basile sono più che legittime. Le economia del Comune riguardano tutti i cittadini. Pertanto, in questo ultimo scorcio di mandato, faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità sostenere Marcello Scurria richiedendo atti e documenti necessari alla ricostruzione di conti che l’ex amministrazione ha riferito come in regola, nascondendo la polvere sotto il tappeto”, affermano i consiglieri.





