PALERMO. Erano trentasei fino a ieri pomeriggio, poi, nel giro di qualche minuto, sono diventati centosette: sono i comuni siciliani che saranno zona rossa, con il massimo delle restrizioni attualmente previste, da domenica. Praticamente un quarto dell’isola, che di comuni ne conta 390.

Una situazione in netto peggioramento, che nel giro di un mese appena ha visto precipitare l’isola da una situazione in cui l’imposizione della zona arancione non era giustificata dai numeri di positivi molto basso, con nessuna provincia che superava i 150 contagi per centomila abitanti, e un indice rt (cioè quante persone possono essere contagiate da una sola persona in media e in un certo periodo di tempo) ben al di sotto della soglia di allerta di 1,0, e solo qualche comune in zona rossa (accadeva il 12 marzo), a oggi, in cui l’indice rt è tra i più alti d’Italia (1,22 ieri, venerdi 9 aprile), e ben 107 comuni sono “chiusi”, due dei quali (Palermo e Caltanissetta) capoluoghi di provincia.

 

(Passare col puntatore o cliccare sui comuni in rosso per conoscere i dettagli)

 

A preoccupare è anche la media provinciale di contagi per 100mila abitanti, molto elevata in alcune zone, bassa in altre: si va dai 79 casi di Trapani e 105 di Messina, numeri tra i migliori in Italia (quello messinese tra l’altro influenzato pesantemente dalla zona rossa di Barcellona, che incide per almeno la metà dei casi), ai 218 di Caltanissetta e 244 di Palermo, performance che rientra nel novero delle peggiori.

Non è incoraggiante nemmeno il balzo in avanti avuto dalle zone rosse: tralasciando gli 82 comuni della provincia di Palermo diventati rossi ieri, i numeri non autorizzavano ad alcun ottimismo nemmeno prima: erano 36, infatti, i comuni sottoposti al massimo delle restrizioni. Come termine di paragone, per capire come tutta l’isola stia andando in direzione di una probabile zona rossa, se non ci sarà un’inversione di tendenza, basta confrontare i numeri di due giorni fa con quelli di tre mesi: ventisei comuni che erano stati zona rossa dal primo gennaio 2021, quindi in tre mesi, contro i 36 che lo erano contemporaneamente fino a ieri. Ed i 107 di oggi.

 

 

 

 

 

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