MESSINA. Secondo una relazione dell’Asp di Messina ci sarebbero almeno cento malati in gravi condizioni tra i circa diecimila messinesi (2275 famiglie) che vivono nelle baracche. ll documento, del 29 marzo, a firma del direttore generale facente funzione Bernardo Alagna, si basa in gran parte su una precedente relazione dell’estate del 2018, che “fotografava” lo stato dell’arte nei sette ambiti di risanamento cittadini. Cosa era emerso? La conclamata inadeguatezza e insalubrità delle abitazioni, per prima cosa.

 

 

Gli aggiornamenti rilevanti, rispetto al 2018, riguardano la pandemia da Covid-19 e le varie campagne di screening portate avanti (non senza difficoltà) nell’ultimo anno. Cosa è emerso? Oltre a quanto già denunciato nel 2018, è emersa “un’enorme difficoltà di tracciamento” e “un rifiuto generalizzato allo screening“, con il risultato di rendere ancora più complicata la situazione in un contesto già complicato di per sé, ulteriormente aggravato dal fatto che molti soggetti non sono iscritti all’anagrafe assistiti. La correlazione con il covid, secondo l”Asp, è principalmente ascrivibile alla difficoltà nel garantire “idonee condizioni di isolamento, distanziamento e quarantena”.

 

 

Quali sono le conclusioni che ne trae l’Asp?

 

 

 

Da quali malattie sono affetti i 100 soggetti fragili di cui parla la relazione dell’Asp?

 

In nessun punto della relazione, l’Azienda sanitaria fa riferimento a malattie respiratorie. Circostanza che già era emersa in una relazione del 2019, secondo la quale nelle baracche di Messina non era stata evidenziata alcuna correlazione tra ambiente e malattie specifiche.

 

“Non è stata diagnosticata alcuna patologia respiratoria correlata all’esposizione a inquinanti ambientali”, si legge nella relazione dell’azienda sanitaria relativa a un’analisi effettuata tra ottobre e dicembre del 2018, in seguito a un’ordinanza sindacale (del 7 settembre 2018) nella quale il sindaco Cateno De Luca aveva chiesto verifiche “in merito all’accertamento delle condizioni di rischio sanitario degli ambienti di vita della popolazione insediata nei sette ambiti oggetto di risanamento, con riferimento agli effetti sanitari dei fattori inquinanti ambientali e la necessità di effettuare degli screening medico-sanitari degli abitanti a seguito dell’accertato caso di asbestosi”.

 

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