La bellezza

 

 

La Bellezza, quando è vera bellezza, fa male al cuore. Distrurba, sconvolge, distrae, commuove. Catalizzando totalmente la nostra attenzione e impedendoci di concentrarci su tutto il resto, che all’improvviso ci appare così effimero, così superfluo. Così svilente.

E a Messina, per fortuna e purtroppo, siamo circondati dalla Bellezza più vera, che si sublima nelle lievi giornate di primavera, quando tutto sembra colorarsi di una luce dorata: i viali alberati, le piazze assolate, la spiaggia, il mare. Soprattutto il mare. Tanto fraterno quando lo si può godere, tanto crudele e tentatore quando invece si è al lavoro, nell’inferno della cappa cittadina.

Seduti alla nostra scrivania, la mente non può fare a meno di vagare: lo sguardo sfugge dalla stanza e ci si ritrova all’improvviso distesi sulla battigia, con una bibita gelata accanto e il vento fresco che ci accarezza la schiena. Ma dura solo un attimo. Il tempo di osservare il monitor che lampeggia e le pile di documenti accatastati sul tavolo, che ci si ritrova a pensare per contrasto ai cieli bianchi del Nord, ai panorami monotoni che non cambiano mai, ai palazzi asettici che tratteggiano la skyline della city, e ad un tratto diventa chiaro il perché a settentrione siano così tanto operativi e dediti al lavoro rispetto a noi gente del Sud, imprigionata nei nostri cliché, negli stereotipi che tanto ci urtano.

D’un tratto diventa tutto chiaro: non hanno un mare che li tenti né una primavera che li aduli. E se con la ragione quasi quasi li invidiamo, con il cuore, nel profondo dell’inconscio, proviamo per loro anche un po’ di compassione, assillati da quella domanda ciclica che continua a ronzarci nelle orecchie come un tormentone d’estate: ma a me, chi cavolo me lo fa fare?

 

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Salvo
Salvo
7 Giugno 2017 10:48

Bel pezzo.
Forse, sarebbe da aggiungere un sesto punto, che è l’abitudine al brutto: l’abusivismo, le colate di cemento, la distruzione del (pochissimo) verde, le cose fatte a metà o fatte “addamanera”.
O, probabilmente, sarebbe bastato il primo punto per racchiudere tutto.