CATANIA. Piena ragione al Comune di Messina e dura condanna all’assessorato al Territorio, retto dal messinese Maurizio Croce. È questo il risultato del ricorso al Tar promosso dal Comune contro il provvedimento della Regione che aveva bloccato l’approvazione della variante, richiedendo la valutazione ambientale.

La questione riguardava la variante parziale di tutela ambientale che toglieva 2 milioni 800 mila metri cubi di volumetria di potere edificatorio dei territori. Croce aveva stoppato la variante prevista dal Comune chiedendo la Vas, la valutazione ambientale strategica, ad agosto del 2015. Il Comune aveva fatto ricorso contro il provvedimento e il Tar ieri ha condannato la Regione alle spese processuali annullando il provvedimento. 

Così scrivono i giudici Antonio Vinciguerra, Dauno Trebastoni e Francesco Mulieri nella sentenza pubblicata l’1 giugno: “Il Collegio, in linea con i precedenti giurisprudenziali di questo Tribunale e del Consiglio di Giustizia amministrativa della Sicilia, riconosce l’ammissibilità di un intervento di valutazione ambientale strategica in presenza di acclarate condizioni di criticità ambientale. Condizioni che in fattispecie non emergono, né nella motivazione del decreto n. 267/2016, né nella proposta di variante del 2012. In quest’ultima il Consiglio Comunale, con riferimento ad aree non eccessivamente vaste, dispone una riduzione degli indici di edificabilità che ovviamente non concreta alterazione dell’ambiente. (…) occorre rilevare in fattispecie sia la mancanza assoluta di motivazione logica in merito, sia l’assenza dei presupposti per la scelta operata”.

Richiesta di Vas “illogica” secondo i giudici di Catania che hanno condannato l’assessorato a tremila euro di spese processuali e hanno annullato il decreto dell’assessorato di Croce che richiedeva la Vas per l’approvazione della variante: “La città, non questa Amministrazione, – commenta l’assessore alle Politiche del territorio, Sergio De Cola – ha perso molto tempo, dall’agosto del 2015 certamente adesso saremmo a buon punto. Invece questa richiesta ha rallentato tutto a danno dei cittadini”. 

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