MESSINA. Dal rifiuto del delfinario alla richiesta del concerto di Ultimo, passando per l’abolizione del pedaggio di Villafranca. Sono solo alcune delle 158 petizioni lanciate su Change.org che hanno come protagonista Messina e i suoi cittadini.

Aumentate di 133 unità rispetto al 2018, le istanze apparse sulla celebre piattaforma digitale spaziano dalla richiesta di apertura di nuovi negozi in città, alla proposta di creazione di un comune autonomo nella zona nord. Su 158 istanze, una ventina hanno come protagonista il sindaco Cateno de Luca, tra chi richiede che si dimetta e chi che ritiri le dimissioni (petizioni risalenti allo scorso gennaio), c’è anche chi suggerisce alla ministra Luciana Lamorgese di annullare la denuncia nei suoi confronti e chi chiede al sindaco stesso di denunciare Vittorio Feltri “per le dichiarazioni ingiuriose e razziste nei confronti dei cittadini Messinesi in quanto meridionali e per tutti i reati che, eventualmente, verranno ravvisati”.

Ma non solo De Luca, protagonista delle petizioni è anche la cultura, che spazia dalle due proposte che mirano alla restituzione di alcuni reperti archeologici al museo di Messina, che hanno raggruppato in tutto 35 sostenitori, alla riapertura del giardino della chiesa di Montalto arrivata a 1328 firme su 1500 da raggiungere.

Argomento predominante di tutte le petizioni è l’attaccamento dei messinesi alla loro terra, in questo caso spazio viene dato anche alle attività, come con la petizione,  attiva già da un anno ma che ha raccolto solo 26 firmatari, sulla creazione di uno skatepark in città; o con la richiesta da parte dei cittadini di riaprire il miniautodromo dello Stretto.

Ma per ogni istanza che mostra l’affetto dei messinesi nei confronti della città e delle sue tradizioni, come quella lanciata per richiedere la Vara come patrimonio dell’Unesco (petizione che ha guadagnato135 firme su 200), ce n’è una che mostra il contrario. Un esempio è l’istanza lanciata nel 2018 per recuperare la nave Cariddi, uno dei primi traghetti dello Stretto, acquistato nel 2002 dalla provincia con l’intento di creare un museo sul mare e poi lasciato ad affondare, che dopo aver racimolato solo 13 firme è stata chiusa.

Non mancano, infine, le richieste personali che diventano battaglie comuni, come quella sull’abbellimento della caserma dei Vigili del Fuoco di Via Salandra con una stella luminosa posizionata sul tetto della costruzione, durante il periodo natalizio.

 

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