Colapesce” è uno spazio di resistenza culturale, nato sulla scia dei caffè letterari che hanno fatto la storia del ‘900. Un luogo di incontro tra il desiderio di ristorarsi e quello di accrescere la propria cultura. Non è un semplice bar, quindi, né una semplice libreria, ma un luogo dove all’odore del caffè si mescola l’odore della carta stampata.

La “mission” del locale è creare rigenerazione urbana e inclusione sociale attraverso la cultura: un progetto che da oggi sbarca anche sulle pagine di Lettera Emme, che ospiterà ogni settimana i consigli letterari di Venera Leto.

Ecco i primi cinque:

 

 

“La signora Bauhaus”

(Autrice: Jana Revedin – Casa editrice: Neri pozza – Pubblicazione: 2018)

 

Jana Revedin (1965) è una scrittrice e un’architetta tedesca contemporanea. Ed è proprio il clima di uno dei periodi più interessanti e ferventi della storia dell’Architettura che ci fa respirare in questo libro. È un romanzo biografico che ruota attorno ai protagonisti del Bauhaus: una scuola, attiva a Dessau Weimar e Berlino tra il 1919 e il 1933, il cui intento era quello di fondere in maniera innovativa arte e architettura, design e artigianato, fotografia e grafica, moda e teatro. I suoi effetti sono stati talmente rivoluzionari che influenzano ancora oggi i nostri costumi. La protagonista del romanzo è Ise Frank, la moglie dell’architetto fondatore: Walter Gropius. Attorno alle figure eminenti del Bauhaus (Paul Klee, Marcel Breuer, Laszlo Moholy Nagy, Wassily Kandisky, Irene Bayer, Oskar Schlemmer) si è creata inevitabilmente un’aurea mitica per cui è spesso difficile immaginarseli in carne ed ossa. Ed è questo il grande merito di Revedin che racconta con tale abilità l’umanità dei personaggi che leggendo sembra quasi di indossare la loro pelle. E così vengono raccontate, attraverso il sogno Bauhaus, le difficoltà economiche, le sofferenze sentimentali i dubbi e le illusioni dei protagonisti. Straordinaria la scelta di guardare tutto attraverso gli occhi di Ise, sottolineando l’importanza di un personaggio femminile ingiustamente sottovalutato dalla storia. Attraverso Ise la Revedin rivendica l’apporto intellettuale che le donne, in generale, hanno dato al movimento.

Da leggere nei momenti di scarsa autostima poiché Persino Breuer, designer geniale di mobili in acciaio tubolare, ha avuto difficoltà con le saldature

 

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“Sono l’uomo delle stelle”

(Autore: David Bowie – Casa editrice: Il Saggiatore – Pubblicazione: 2016)

 

 

Dalla quarta di copertina: «La travolgente confessione della vita, dell’arte e del pensiero che hanno generato una delle avventure più intense della storia del rock. Attraverso la sua voce, fra i mille travestimenti, David Bowie svela le insicurezze, il coraggio, i fallimenti e le scintille creative da cui sono scaturiti i capolavori che hanno cambiato per sempre il destino della musica. E mette a nudo i segreti di un artista che ha brillato della luce pulsante delle stelle».

Da leggere perché ascoltare una creatura aliena come David Bowie che si racconta attraverso innumerevoli interviste ci fa sentire meno soli nello Spazio.

 

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“Eva e le sue rovine”

(Autrice: Ananda Devi – Casa editrice: Utopia – Pubblicazione: 2021)

 

 

Un estratto: «Sono in un posto grigio. O piuttosto marrone giallastro, degno del suo nome: Troumaron. Troumaron è una specie di imbuto; l’ultimo scolatoio dove confluiscono le acque sporche di tutto un paese. Qui vengono riaccasati i profughi dei cicloni, quelli che non sono riusciti a trovare una sistemazione dopo una tempesta tropicale e che, due o cinque o dieci o venti anni dopo, hanno ancora i piedi a mollo e gli occhi pallidi di pioggia»

Da leggere perché la scrittrice Mauritiana fonde con sapiente abilità bellezza e bruttezza: per riflettere sull’ineluttibilità di un paradiso perduto

 

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L’unica persona nera della stanza

(Autrice: Nadeeshsa Uyangoda – Casa editrice: 66th – Pubblicazione: 2021)

 

Dalla quarta di copertina: «La razza è un concetto difficile da cogliere, pur non avendo fondamenti biologici produce grossi effetti nei rapporti sociali, professionali e sentimentali. La razza in Italia non si palesa fino a quando tu non sei l’unica persona nera in una stanza di bianchi. E quell’unica persona è Bellamy, Mike, Blessy, David… una moltitudine in parte sommersa, sotterranea. Quell’unica persona è chi si è sentito dire troppe volte che “gli italiani neri non esistono”: lo gridano negli stadi, lo dice certa politica, sembrano confermarlo le serie tv, la letteratura, i media…»

Da leggere per rivedere la paletta cromatica delle nostre consuetudini e per riflettere sulle dinamiche razziali del nostro paese

 

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“Manifesto incerto. Sotto il cielo di Parigi con Nadja, André Breton, Walter Benjamin”

(Autore: Frederic Pajak – Casa editrice: L’orma – Pubblicazione: 2021)

 

Dalla quarta di copertina: «Con disegni dall’immediata e durevole forza evocativa, e una prosa traboccante di commozione, Frédéric Pajak appaia figure storiche e destini privati, convoca Charles Baudelaire e Frida Kahlo, grandi artisti e illustri sconosciuti, per comporre un inno d’amore a una città, Parigi, che ha stremato di gioia e dolore migliaia di anime».

Da leggere perché grazie alle bellissime illustrazioni in bianco e nero, è possibile camminare mano nella mano lungo i boulevards di Parigi con personaggi come Hopper, Baudelaire, Benjamin, Breton

 

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