MESSINA.  Compie 10 anni il Retronouveau, storico live club di via Croce Rossa, punto di riferimento per tutti gli appassionati messinesi della musica dal vivo. Ma non solo. Perché il “retro” è anche tanto altro. È una grande famiglia, è uno stile di vita, è una rete sociale, è un movimento culturale, un universo condiviso dove musica ed arte girano intorno alle stesse esigenze e a gli stessi desideri. Il Retronouveau nasce dalla necessità di non avere vincoli né temporali, né di genere. Mantra che non ha mai perso, consentendo al vecchio di incontrarsi con il nuovo, in un vortice ricco di scintille e dèja-vu, dove le esperienze e la formazione di ognuno volgono uno sguardo all’innovazione senza tralasciare il fascino del passato, ma soprattutto senza avere paura. Un locale che si è sempre contraddistinto, in un panorama cittadino dove regnano l’omologazione e il conformismo, per il personalissimo concetto di avanguardia, senza dimenticare per l’appunto tutto quello che c’è già stato.

E da quella sera in cui, in un freddo Febbraio 2012, saliva sul palco un ancora poco conosciuto Brunori Sas per presentare il suo secondo disco, il Retro non si è mai fermato un minuto, e così proprio questo sabato di anni ne compie ben 10. Due lustri in cui di cose belle, significative e rivoluzionarie ne sono successe tante. Tanti gli obiettivi prefissati raggiunti, tante le sfide superate, molti i traguardi sperati ed inaspettati, ma anche qualche piccolo rammarico.

Dieci anni è decisamente un traguardo importante, che cade in un periodo storico importante che difficilmente dimenticheremo. E nel giorno del compleanno, voltandosi indietro con lo sguardo sempre rivolto al futuro, è possibile pensare ad un resoconto concreto dei risultati raggiunti come attività di clubbing, e ai nuovi progetti che non possono mancare mai all’orizzonte.

All’esordio erano cinque i soci (Davide Patania, Giulia Merlino, Christian Cannavò, Davide De Domenico e Nino Cucinotta) che hanno investito tutta la loro personalità e ci hanno creduto fino in fondo e fin dall’inizio affinché il progetto si concretizzasse, ed anche se adesso uno di loro ha da poco tempo intrapreso un’altra strada, ed un altro che aveva lasciato l’attività già da un po’ purtroppo non è più tra noi, si evince come ognuno di questi ragazzi ci abbia messo la propria originale impronta che, andandosi ad incastrare perfettamente con quella dell’altro, ha permesso al locale di diventare quello che è e di crescere sempre di più. Il collettivo che gli ha dato e continua a dare vita è un tassello fondamentale. È proprio grazie agli ideali, ai sacrifici, alla bravura e alla fantasia di chi l’ha immaginato, ci ha lavorato e continua a lavorare se esiste e persiste fortunatamente una realtà singolare come questa in città.

 

Dieci anni fa: iniziano i lavori per il futuro Retronouveau

 

La titanica e riuscitissima impresa del Retronouveau è stata quella, soprattutto, di dare voce e spazio ad una certa corrente di musica indipendente che girava già da un po’ di tempo in Italia e in Europa, e che lo ha reso un club di musica dal vivo con una programmazione ed un concept di serata che non ha veramente nulla da invidiare ai live club delle grandi metropoli o delle città del nord. Tutto ciò ha permesso ad una dimensione come quella messinese, fin troppo emarginata, di stare al passo coi tempi e di essere parte attiva all’ interno del movimento culturale del momento. Non è neanche da sottovalutare il fatto che finalmente, per vedere un concerto di qualità, per seguire il proprio artista preferito, o banalmente per soddisfare una curiosità e passare una serata diversa non si debba andare fuori città di notte o addirittura programmare una trasferta oltre Sicilia. Anzi per dirla tutta, spesso si è creato esattamente il fenomeno opposto, con la gente da fuori che ha iniziato a venire a Messina nel weekend proprio per gli spettacoli del Retronouveau.

 

 

In questi 10 anni sopra e sotto quel palco si è alternata tantissima musica di spessore, spaziando dal rock, al pop, al reggae, al rap, all’ hip-hop, al rockabilly, all’ elettronica, alla new wave, passando per il punk, post punk, al folk, al jazz, al country fino alla deriva della psichedelia.

Dal panorama di nicchia, a quello alla portata di molti, a quello che poi è arrivato a tutti tramite radio, tv e social. 

Sono veramente tantissimi gli artisti che si sono esibiti nelle varie stagioni del club, alcuni di loro super emergenti adesso sono tra gli esponenti della musica di spicco nazionale ed internazionale, altri invece sono sempre stati una certezza del cantautorato italiano di un certo livello, ed altri ancora sono semplicemente nati e cresciuti in città con il desiderio di fare musica. Una lista infinita e variopinta, che inizia con  Brunori Sas e prosegue con Dimartino, Colapesce nel concerto disegnato con Baronciani, Calcutta, Francesco Motta, Pop X, Zen Circus, Iosonouncane, Coez, Alessio Bondì, Carnesi, Giorgio Canali, Nada, Cristina Donà, Marina Rei, Canova, Adriano Viterbini, Giorgio Poi, Willie Peyote, Coma Cose, Ex Otago, Thegiornalisti, La Rappresentante di Lista, Ghemon, Toys Orchestra, Go Flamingo, Calibro 35, Andrea Laszlo De Simone, Giovanni Truppi, Nobraino, Teatro degli Orrori, Basiliscus, Roberta De Gaetano, La Stanza della Nonna, Branches e tanti altri. Per intenderci tra loro ci sono vari vincitori e partecipanti in diverse categorie delle ultime edizioni della Targa Tenco, ma soprattutto basta pensare che negli ultimi 4 anni della kermesse canora più importante in mondovisione, ovvero Sanremo, sul palco dell’Ariston hanno concorso e si sono esibiti, alcuni anche più di una volta, ben 14 artisti in cui il Retronouveau ha creduto ed investito, quando erano ancora alle prime armi, chiamandoli a suonare nella propria concert line up.

E se una roba come questa in tantissimi altri posti non fa notizia perché scontata, in una città come Messina invece non solo la fa ma è da riconoscere come una vera e propria vittoria.

Così come un’ulteriore scommessa vinta, da considerare decisamente come un forte segno rivoluzionario e di innovazione, è quella di non aver mai fatto mancare all’interno della programmazione di ogni stagione la presenza di band straniere, dalle sonorità underground e sperimentali, conosciute ed acclamate nel panorama della musica estera. Il palco di Via Croce Rossa ha ospitato dalla Germania i Lebanon Hanover, i Pink Turner Blue ed il duo berlinese degli Schwefelgelb, dalla Grecia i Selofan e Larry Gus, dall’ Olanda i Clan of Xymox, direttamente dagli U.S.A i Morlocks, dal Regno Unito i Kvb, dall’ Australia i Bored Nothing, dalla Turchia i She Past Away e molti altri ancora sono gli artisti internazionali che da tanto lontano si sono venuti ad esibire nella città dello Stretto.

La percezione che tutto ciò non sia solo reale, ma addirittura si spinga oltre le coordinate geografiche di appartenenza, la si ha quando ci si ritrova ad esempio nel backstage di Festival importanti o di grossi eventi come quello del concertone del Primo Maggio a Roma. Dietro le quinte si chiacchiera e sono gli artisti stessi, ed i loro collaboratori, sentendo la parola Messina, a lasciarsi andare tra i bei ricordi che hanno e apprezzamenti vari legati all’ ospitalità, alla professionalità e alla fama del Retronouveau che inquadrano come uno dei Live club più cool d’ Italia.

È da sottolineare, inoltre, come da un paio di anni a questa parte si è assistito ad un ennesimo coraggioso passo in avanti del “Retro”, che non si è fermato ai singoli concerti, ma che ha portato in città il Burlesque ed il  giovedì sera un’esilarante rassegna di spettacoli di Stand Up Comedy a cura di interpreti del calibro dei ragazzi di Lercio, Luca Ravenna, Filippo Giardina, Carmine Del Grosso e tanti altri che spopolano nel settore, alternandoli alle serate di un’ elegante rassegna di musica Jazz. E come dimenticare quello che per un po’ è stato un dolcissimo appuntamento del lunedì sera, si chiamava Bistrònouveau ed accompagnava degustazioni di vini e stuzzichini vegetariani/vegani a concertini in acustico per far iniziare al meglio la settimana.

 

 

Dal punto di vista sociologico bisogna dire che il Retronouveau non è solo un locale, ma è sempre stato un luogo di incontro inclusivo ed aperto a tutti, sempre impegnato nel sociale, sempre pronto a portare avanti le battaglie di cui si è fatto portavoce, sempre volto all’integrazione, ma che ha sempre rispettato e accettato al tempo stesso quel bisogno di spazio che ognuno di noi ha in certi momenti.

Tantissimi sono gli incontri ed i sodalizi avvenuti tra le sue pareti, tantissime le amicizie nate, gli amori, i baci e le emozioni che hanno sempre fatto ballare e cantare fino notte fonda ragazzi e ragazze di diverse generazioni ma che lì dentro divenivano un tutt’uno. Un ambiente ed una atmosfera stimolante, che porta ad allargare i propri confini culturali e non solo. Quando serve può diventare un’ottima via di fuga dalla realtà. Difficilmente ci si può sentire soli là dentro, più probabilmente ci si sentirà meno persi e nel posto giusto.

Ed è proprio quest’insieme di forza, di atmosfera diversa, di vibrazioni positive e contenuti interessanti che è venuta a mancare a tutti coloro che lo frequentano nel momento in cui per forza di cose è stato costretto ad un periodo altalenante di stop, che in realtà è sembrato infinto. L’ arrivo ed il perdurare della pandemia, infatti, ha di certo non di poco complicato le cose e mandato all’ aria piani e progetti studiati. Come si suol dire, però, “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare “e così il Retronouveau ha saputo affrontare a testa alta, e con grande dignità, tutto lo scombussolamento che l’emergenza Covid ha imposto.

 

 

Non è e non sarà stato di certo facile, non saranno mancati i dispiaceri, i problemi ed i momenti crisi, ma nonostante ciò ha saputo affrontare la faccenda in modo costruttivo, senza lamentele, senza puntare i piedi e gridare al complottismo. Si è rimboccato le maniche ed è cresciuto, e non solo perché per vivere serve uno stipendio, ma soprattutto per dare un senso di continuità a tutto il lavoro fatto fino ad ora e per continuare a dare ai propri clienti, nei momenti in cui era possibile, una boccata d’ aria fresca. Si è dunque reiventato, ha messo da parte momentaneamente quello che da Dpcm non si poteva più fare in attesa che si potesse tornare a fare, ed ha intrapreso nuove scommesse su quello che era concesso fare valorizzando ancora di più gli spazi all’ esterno e lanciandosi nel mondo degli aperitivi e delle birre alla spina artigianali. Non sono mancati gli spettacoli sporadici, avvenuti quando e per come consentito nei periodi di tregua dai piani alti.

La domenica sera ha, ogni tanto, aperto le porte a serate di dibattito a tema scientifico sull’esistenza e sulla natura dell’Universo, ed un applauso in particolare va all’idea di mettersi a disposizione e diventare una sala prove per gruppi e progetti musicali.

Ora, dopo l’ennesima chiusura di un mese, l’evento più atteso, oltre a quello di una possibile vera e propria ripresa delle attività e della programmazione, è previsto per Venerdì 25 Marzo 2022, serata in cui le luci del palco torneranno ad accendersi per una grande band britannica. Arrivano, dunque, i Sad Lovers and Giants dalle sonorità gotiche e post-punk. Per l’apertura delle loro date, sia a Messina che a Caserta, hanno scelto i giovanissimi e talentuosi messinesi The Whistling Heads.

 

 

A raccontare i traguardi raggiunti e i progetti futuri del Retro è Davide Patania, che oltre ad esserne titolare e socio fondatore, insieme a Davide De Domenico, ne è anche il direttore artistico, talent scout, curatore di format come il Pub Rock ed il Total Eclipse, e colui che mixa ed accende in consolle delle vere e proprie miccette di dj-set. In media sono stati 50 i concerti nella programmazione di ogni anno, che moltiplicati per tutte le stagioni vissute significano più di circa 450 spettacoli all’attivo, e 1000 sono le volte in cui ha passato “Blue Monday” dei New Order dalla sua postazione. Soddisfatto dell’identità del Retronouveau e della riuscita rivoluzione avvenuta in questi anni, Davide fa anche il punto dei risultati ancora non raggiunti: non di certo una sconfitta, ma di sicuro un dispiacere per non essere riusciti a far sì che la musica dei gruppi messinesi prendesse il largo e venisse suonata in giro negli altri ambienti musicali.

 

 

«Quando il locale è stato aperto – racconta – uno degli intenti fortemente espressi, insieme a quelli che già conosciamo, era quello di creare un polo musicale che fosse a disposizione prima di tutto dei ragazzi di questa città e provincia. E così è stato, è stata creata una vera e propria Factory, una rete di scambio e di crescita dove chi voleva far musica poteva inserirsi. Una grande opportunità dove band e musicisti autoctoni potevano confrontarsi, chiacchierare e legare con tutti quegli artisti che salivano sul nostro palco. Un’ occasione per imparare molto, provare a spiccare il volo e fare le cose per bene, forse aprendo il live di chi era già sul pezzo in giro per tour o abbozzandone uno proprio d’ esordio. Ma non è avvenuto quasi nulla di tutto ciò. Abbiamo sempre fatto suonare con grande piacere le band locali al Retronouveau, credendo nel loro potenziale e nelle loro qualità, il dispiacere però sta proprio nel fatto che si siano voluti fermare solo a questo. Il perché è difficile da dirsi o forse è molto semplice. Evidentemente alcuni non ci hanno creduto abbastanza, altri non fanno solo questo nella vita, ed altri ancora (ironicamente) forse non sanno stare al mondo. E questo spiegherebbe perché da quando è stata annunciata l’attività di sala prove abbiamo ricevuto chiamate pari a zero. Pensare al futuro è troppo presto, data la precarietà del momento in cui ancora ci troviamo, sono stati mesi tristi e faremo un passo alla volta fin quando non si potrà sul serio ripartire in via definitiva».

Infine una battuta: «Se il Retronouveau fosse una canzone che canzone sarebbe? “Dreams never end” dei New Order» risponde Davide, ed il perché è facile intuirlo.

 

Copyright delle foto: Retronouveau e Francesco Algeri

guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments