MESSINA. Un appello al commissatio straordinario del comune di Messina Leonardo Santoro perchè reintegri nelle mansioni che le sono più confacenti Enrica Carnazza, funzionaria comunale esperta di processi artistico-culturali (tra le pochissime in forza a Palazzo Zanca) e destinata, da una riorganizzazione degli uffici effettuata dall’amministrazione dimissionaria, prima all’Anagrafe e poi alla ragioneria. Di seguito la nota, proposta da tre cittadini (Sergio Todesco, Michela De Domenico, Michele Bisignano) e sottoscritta da oltre 150 esponenti del mondo artistico e culturale messinese e non.

“Durante la trascorsa gestione politico-amministrativa di codesto Comune con provvedimento tanto improvvido quanto immotivato è stato disposto il trasferimento della dr.ssa Enrica Carnazza, responsabile degli Uffici “Film Commission” e “G.A.I.- Giovani Artisti Italiani”, assegnando la stessa a uffici amministrativi della Seconda Circoscrizione e destinandola dapprima a un front office che si occupa di anagrafe e attualmente all’Ufficio cessazioni della Ragioneria. Enrica Carnazza era stata fino ad allora – occupandosene con passione – responsabile degli Uffici sopra menzionati, e rimane tuttora punto di riferimento da quasi trent’anni per i giovani artisti che hanno potuto portare le proprie opere su palcoscenici di livello internazionale. Si tratta, come moltissime autorevoli personalità possono confermare e come gli estensori della presente istanza sottoscrivono, di una vera e propria eccellenza nel non sempre soddisfacente panorama culturale della nostra città, che da semplice Funzionaria comunale è riuscita, tra indicibili ostacoli, a rendere Messina un fiore all’occhiello nel campo dell’arte, con riconoscimenti nazionali e internazionali. Enrica Carnazza si è sempre contraddistinta come instancabile organizzatrice di eventi artistici e culturali, con una particolare attenzione alla promozione delle attività giovanili e alla scoperta e valorizzazione dei giovani artisti locali. Su suo input, per sua iniziativa o sua diretta progettazione, e sempre su sua costante supervisione, sono sorte alcune delle iniziative artistiche che hanno portato la città di Messina all’attenzione dei più qualificati osservatori internazionali, quali il MAXXI, la Fondazione Focus e altre prestigiose strutture. Si ricordano in questa sede, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i Progetti Distrart, Gemine Muse, Biennale d’arte del Mediterraneo, Movin’up”. A seguito di tale grottesca disposizione si è formato un comitato spontaneo di cittadini, artisti, operatori culturali, intellettuali, consapevoli che il provvedimento di rimozione della dottoressa Carnazza, comportando la cessazione della sua ordinaria attività, costituisse oltre che un grave vulnus per l’intero mondo artistico-culturale di Messina anche un oggettivo impoverimento dell’Amministrazione Comunale, che decideva in tal modo di rinunciare alle competenze pluridecennali di un’impiegata sempre contraddistintasi per l’imparzialità delle scelte, il rigore metodologico, la riservatezza e l’assenza di qualunque protagonismo, la capacità di dialogare con le Amministrazioni che si sono succedute prescindendo dal colore politico e dagli orientamenti delle stesse. Detto Comitato ha inoltrato in via ufficiale, e sollecitato attraverso innumerevoli vie brevi, un’istanza sottoscritta da 150 persone, con la quale si richiedeva all’Ente, nelle persone del Sindaco e dell’Assessore competente, di revocare il provvedimento reintegrando la Dr.ssa Carnazza nel suo ufficio e nelle sue mansioni. In considerazione del muro di gomma eretto dalla precedente Amministrazione rispetto all’invito rivolto, è lecito ipotizzare che il provvedimento che qui si richiama sia stato dettato da una logica ispirata al principio dello spoil system, triste pratica peraltro inspiegabile nel caso in questione, riguardante una fine intellettuale che si è nel tempo guadagnata la stima bipartisan di Amministratori di ogni colore politico. Si mette in evidenza che, in generale, le politiche culturali a Messina hanno risentito in questo periodo di un quasi totale abbandono (Fondazione TaoArte, GAM, Le scalinate dell’arte, Le notti della cultura, la promozione per la street art ecc.). Alla luce di quanto esposto, si chiede pertanto che le SS.LL., valutate le circostanze del provvedimento, adottino le iniziative opportune volte a sanare quello che a parere degli scriventi è stato un vulnus per l’intera Amministrazione e per la cultura a Messina, riassegnando alla Funzionaria in oggetto i propri incarichi. Quello che i sottoscritti (primi tre firmatari della precedente istanza) auspicano è che tale atto possa costituire un primo concreto segnale che, per quanti oggi governano Messina, la cultura, l’arte e la loro promozione e valorizzazione costituiscano valori irrinunciabili e non negoziabili.

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