ALICUDI. “Come gli isolani di Alicudi hanno vissuto allucinazioni di massa“, questo il titolo del documentario girato dalla BBC che racconta la vita e le particolarità della più distante delle Isole Eolie: Alicudi.

Nel servizio girato da Davide Pompejano e prodotto da Pomona Pictures per l’emittente inglese, della serie BBC Reel (che già mesi fa era venuta a Messina in cerca di fantasmi) andato in onda il 17 maggio, vengono intervistati alcuni arcudari che raccontano le caratteristiche dell’isola. In particolare, la storia delle allucinazioni degli isolani, che hanno portato la nascita di leggende che si sono sparse tra tutta la popolazione, come quelle sulla presenza delle cosiddette “Mahare Arcudare”.

“Ad Alicudi – si legge nella presentazione della puntata – la più selvaggia e isolata dell’arcipelago vulcanico delle Eolie, gli isolani hanno detto di essere stati testimoni di visioni straordinarie. I locali hanno davvero visto streghe, o questo potrebbe essere spiegato da episodi allucinogeni collettivi?”

La seconda ipotesi è quella più (molto più) accreditata. La popolazione dell’isoletta, infatti, in passato mangiava principalmente pane ricavato da farina d’orzo e segale cornuta, quest’ultima una pianta particolarmente allucinogena, che potrebbe essere stata la causa vari episodi di allucinazioni collettive, come l’avvistamento di streghe, che hanno trovato spiegazione proprio in casi di ergotismo (l’intossicazione prodotta dagli alcaloidi della segale cornuta).

“Gli abitanti di Alicudi – racconta nella puntata Silverio Taranto, abitante del posto – lavoravano tutto il giorno sotto il sole, hanno reso produttivo qualsiasi punto dell’isola, anche quelli più difficili, ed erano lontani dal mondo. Non esistevano radio o contatti con il mondo esterno. Erano tutti poveri, bevevano l’acqua piovana o dei ruscelli e il poco cibo che avevano lo producevano da sè.” E probabilmente proprio l’assenza dei beni essenziali, unita all’introduzione massiccia della segale, sono le cause principali delle allucinazioni di massa che vedevano protagoniste streghe che banchettavano sulle spiagge. Si trattava di tre donne misteriose vestite di nero in grado di trasformarsi in animali, solcare i mari e determinare la sorte dei pescatori e il loro ritorno sulla terra ferma.

Di contro, nella storia di Alicudi un ruolo sempre più importante è stato assunto anche dagli sciamani e dalla religione. I primi infatti cacciavano o dialogavano con le streghe, la seconda era diventata una sorta di ancora di salvezza da tutti i mali.

“Le donne – ha raccontato ancora Silverio Taranto – curavano tutti i mali con un po’ d’acqua, dell’olio e le preghiere. Sia che si trattasse di dolori fisici che di lavoro o eventi naturali. La preghiera era la cosa più importante e forse anche questo ha influito a suggestionare le persone e poi ad avere anche le allucinazioni”.

Ma non solo allucinazioni. Il documentario della BBC ha voluto raccontare anche la particolarità dello spirito di collaborazione della popolazione di Alicudi. In passato era abitudine ritrovarsi la sera e raccontarsi storie antiche e contemporanee (anche da qui probabilmente arrivano leggende) e ogni abitante aiutava l’altro per il bene comune. Un esempio? La chiesa di San Bartolo, costruita nel 1821 dalla popolazione che ha portato sul sito di costruzione una pietra alla volta, rigorosamente a piedi.

E’ come essere soli nell’universo. Qui è così  -ha raccontato Giovanna Nigi, scrittrice che da Roma si è trasferita ad Alicudi – si lavora insieme, ci si supporta. Incontri persone, si mescolano culture e pensieri diversi. Alla fine siamo tutti meticci. Può darsi che molte cose nascano così.

Per vedere il documentario

 

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