A Palermo, il piano d’ambito approvato a dicembre 2020, evidenzia reti vetuste e realizzate negli anni in materiali eterogenei (acciaio, PEAD, cemento), spesso “in cattivo stato e con elevati valori di perdite idriche, sebbene la carenza di misure di portata non ne consenta spesso una precisa determinazione”. 

Il quadro delle perdite idriche è particolarmente critico. Su 82 Comuni, 23 hanno perdite inferiori al 30%, 23 superiori al 30%, 15 superiori al 50%, 9 superiori al 70%, con in più l’assenza di un sistema di misura affidabile che determina scostamenti significativi nella valutazione reale delle perdite. Le turnazioni che ne derivano, nei mesi estivi, sono considerate dall’ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) come “interruzioni di servizio”. 

Piuttosto problematico anche l’approvvigionamento idrico: su 295 serbatoi cittadini complessivi, 23 sono attualmente inutilizzati. Il Piano d’ambito sottolinea poi che in diversi comuni i serbatoi sono “ubicati a quote non più adatte per servire adeguatamente le reti idriche collegate”, compromettendo efficienza e continuità del servizio. Le reti locali, sia di adduzione che di distribuzione, sono descritte come frutto di una “progettazione occasionale stratificata in assenza di pianificazione generale”.

Dal punto di vista della governance, vige una frammentazione delle competenze, seppure in maniera minore rispetto alla situazione più caotica di altre province: L’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Palermo comprende 82 Comuni per una popolazione complessiva di circa 1.252.588 abitanti. Il sistema di approvvigionamento principale è costituito dal Sistema Idrico Palermitano (SIP), che soddisfa “una quota superiore al 75% dell’intero fabbisogno dell’ATO e interessa una popolazione di oltre 1 milione di abitanti”. Il SIP produce “oltre 116 Milioni di metri cubi annui, corrispondenti al 75% del totale delle risorse prodotte nell’ATO Palermo”. Il modello gestionale delineato dal Piano prevede l’affidamento unitario del servizio ad AMAP S.p.A., con progressiva estensione della gestione ai comuni ancora non integrati, al fine di superare la frammentazione storica.

Scopri la situazione nelle altre province siciliane qui.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments