MESSINA. Pavimentazione sprofondata, cavità in prossimità delle strutture e detriti nell’alveo del torrente Annunziata. È la situazione denunciata da Rinascita Messina, che torna a chiedere verifiche sulla sicurezza dell’area e chiarimenti sui lavori di sistemazione idraulica.
Secondo quanto riportato dal movimento, le fotografie scattate nei giorni scorsi mostrano porzioni di pavimentazione cedute, terreno sottostante esposto e blocchi di cemento nell’alveo. Una segnalazione che arriva dopo le prime piogge autunnali e richiama le criticità già sollevate dall’ingegnere Gaetano Sciacca durante un precedente sopralluogo.
In quella occasione, ricostruisce la nota, Sciacca aveva contestato la realizzazione della rampa di accesso al torrente, segnalando un possibile restringimento della sezione di deflusso delle acque e chiedendo di verificare la correttezza dell’intervento e le sue conseguenze.

annunziata
Le cause dei cedimenti restano però da accertare, come precisa lo stesso comunicato: «Le fotografie documentano i cedimenti, ma non bastano da sole a dimostrare che siano stati provocati dalle prime piogge o dalla rampa contestata». Per stabilire un eventuale collegamento, sottolinea il movimento, servono sopralluoghi, verifiche strutturali e un’analisi delle condizioni idrauliche.
La denuncia si inserisce nel quadro delle difficoltà del cantiere per la messa in sicurezza del torrente. Il 29 settembre La Sicilia aveva riferito di lavori fermi da oltre un mese, con appena il 10% delle opere completato, e dell’avvio da parte del Comune dell’iter per la rescissione del contratto con l’impresa aggiudicataria per contestate gravi inadempienze. La Sicilia
Rinascita Messina chiede quindi all’Amministrazione di chiarire quali controlli siano stati effettuati dopo le segnalazioni di Sciacca e quali misure siano state adottate durante la sospensione del cantiere.
«Occorre un sopralluogo tecnico urgente, una relazione dettagliata sulle cause del dissesto e una verifica specifica delle criticità segnalate da Gaetano Sciacca, compresa la contestata rampa di accesso», si legge nella nota. Il movimento sollecita inoltre l’individuazione degli interventi necessari per garantire la pubblica incolumità prima della ripresa dei lavori.

Sul fronte dell’appalto, il comunicato richiama un intervento da circa 2,6 milioni di euro e chiede trasparenza sui tempi, sulle responsabilità e sulle modalità di ripartenza del cantiere. «I cittadini hanno diritto di sapere perché un’opera tanto importante abbia incontrato simili difficoltà e quali garanzie esistano affinché non si ripeta lo stesso copione», conclude Rinascita
Messina.





