MESSINA. Il traffico dei tir, dirottato verso il centro città a causa delle lunghe attese agli imbarchi di Tremestieri, si incrocia con quello del controesodo. Il risultato è il caos in centro città, in particolare fra il viale Boccetta e via Vittorio Emanuele, dove da un lato arrivano i mezzi pesanti per andare verso gli imbarchi delle Ferrovie al Porto Storico o verso il serpentone della Rada San Francesco (grazie a una deroga) e dall’altro le auto per imbarcare sulle Caronti o sulle navi di Rfi. Ieri, infatti, i tir hanno invaso il centro città, un problema segnalato spesso e che arreca disagi alla circolazione. Stavolta, però, sono stati autorizzati: dalle 13 alle 14 circa, la Polizia Municipale ha concesso una deroga agli autisti dei mezzi pesanti, un atto per bypassare l’ordinanza “anti-tir” in caso di attese lunghe al Porto di Tremestieri, se però il traffico cittadino lo permette. Quando la coda per imbarcare sul traghetto supera i 60 minuti, infatti, è possibile permettere ai tir di attraversare le vie del centro per attraversare lo Stretto imbarcando dalla Rada San Francesco. Cosa è successo poi? Le lunghe code si sono avute in centro.
La segnaletica stradale istallata dal Comune di Messina indirizza le auto del controesodo (dirette verso le Caronti), verso il viale della Libertà: dal viale Boccetta, oltre la via Garibaldi, si gira a sinistra su via Vittorio Emanuele. I tir, invece, sarebbero obbligati ad andare a destra, perché secondo l’ordinanza non possono entrare nel serpentone. Ma se viene emanata la deroga, allora hanno l’autorizzazione. Qui si crea l’imbuto.

L’ordinanza, infatti, nello specifico, dice stabilisce il divieto al transito dei mezzi superiori a 3,5 t in centro città in determinate fasce orarie (dalle 7:00 alle 9:00 e dalle 12:00 alle 14:00 ) e solo sui Viali Boccetta, Gazzi ed Europa (solo direzione monte – valle); nonché il divieto di transito h24 nel c.d. “serpentone” degli imbarcaderi privati e nel c.d. “Campo delle Vettovaglie”, con presidi di controllo da parte dei Vigili Urbani h24.
All’ora di pranzo, quindi, per mezzo di una deroga, alcuni mezzi pesanti hanno attraversato il viale Boccetta e il viale della Libertà, visto che la chiocciola di Tremestieri era intasata dalle lunghe code, per recarsi proprio verso il serpentone.
Dopo la deroga concessa, ne era stata richiesta un’altra, nelle ore successive: questa però non è stata emanata. Secondo la centrale della Polizia Municipale, il traffico cittadino non lo ha permesso, vista la congestione del traffico: dopo l’ora di pranzo le strade del centro si trovavano intasate, specialmente in viale della Libertà e nel serpentone della Caronte, quindi non è stato possibile concedere ulteriori deroghe ai mezzi pesanti.
Qualche mese fa era intervenuto sull’argomento il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo, chiedendo maggiori restrizioni per i tir, come divieti assoluti (e non per fasce orarie) in più arterie e maggiori controlli (qui il link all’articolo). «Entro la metà del mese di settembre presenteremo come gruppo del Partito Democratico una mozione di indirizzo consiliare alla quale sto lavorando, nella quale si impegnerà l’amministrazione a revocare o abrogare l’ordinanza di mobilità numero 488 del 2013», commenta il consigliere comunale Alessandro Russo.
«Questa richiesta nasce dall’evidente constatazione, ormai nei lunghi 13 anni di vigenza dell’ordinanza, della sua più completa inefficacia. Intanto, perché non viene fatta applicare, come più volte è emerso negli ultimi anni – prosegue l’esponente del PD – Successivamente, perché la sua logica è sostanzialmente è costruita per consentire un agevolato passaggio dei TIR in città, nonostante sia stata allora presentata come un ostacolo del traffico pesante. E questo perché essa è imperniata su un sistema di “deroghe” che, fra condizioni meteo marine ed esigui tempi di attesa (di soli 60 minuti) alla chiocciola di Tremestieri, dà sostanziale via libera indiscriminato ai TIR h 24 in città, con evidenti ripercussioni sulla vivibilità e sulla sicurezza dei messinesi. È incredibile che le amministrazioni di questa città in tutti questi anni abbiamo fatto finta di non vedere quello che sta accadendo con la sostanziale disapplicazione della 488».
«Pertanto, chiederemo la revoca immediata dell’ordinanza e l’emissione di una nuova ordinanza di viabilità che sia veramente efficace in chiave di tutela dall’indiscriminato accesso dei TIR in città. Sulla base di alcuni e alcuni punti essenziali», spiega Russo. Di seguito i punti per esteso:
1. I tempi di attesa alla chiocciola di Tremestieri devono essere portati da 60 ad almeno 120 minuti poiché la chiocciola consente l’attesa di 120 minuti per i TIR, senza che questi debbano essere didottati in città dopo soli 60 minuti.
2. L’impegno, in un tavolo tecnico presieduto dal prefetto, da parte degli armatori privati e pubblici ad aumentare le tabelle di armamento e di navigazione dallo scalo di Tremestieri. Per far sì che a Tremestieri siano operative delle navi in numero sufficiente in tutto l’anno e ad abbassare i tempi di attraversamento e di attesa dei TIR costantemente a meno di 120 minuti.
3. Modificare la vigenza sulle vie previste dall’ordinanza considerando anche il Viale Giostra e il Viale Annunziata.
4. Obbligatorietà di collocazione di sistemi di foto rilevamento alle vie di accesso in città, viale Gazzi, viale Europa, viale Boccetta, viale Giostra e Viale Annunziata, che rilevino con ausilio di IA le targhe dei TIR negli orari in cui non possono entrare in città per l’immediato sanzionamento degli autisti che violano l’ordinanza.
5. Infine, un sistema di controllo della chiocciola di Tremestieri video sorvegliato h 24 che preveda la obbligatoria visione da parte della Centrale Operativa dei Vigili urbani e la conseguente autorizzazione alle deroghe solo dopo avere constatato e documentato l’oggettivo stato di bisogno. E non, come accaduto finora, un sistema praticamente automatico nel quale il caposcalo di Tremestiei decide di concedere deroghe per l’attraversamento della città senza che le immagini siano spesso visibili dalla Centrale Operativa.




