MESSINA. Otto interventi, per un valore complessivo nominale di circa 130 milioni di euro, da completare entro il 31 dicembre 2027. ANCE Messina ha ricostruito il quadro dei Piani urbani integrati della Città Metropolitana di Messina interessati dal decreto del 31 luglio 2026, approfondendone lo stato di attuazione.

A Messina, tra città e provincia, la quota più consistente riguarda la rigenerazione urbana della Città del Ragazzo, destinata a finalità di inclusione sociale nell’ambito del progetto “Dopo di Noi”, per circa 55,66 milioni di euro. Seguono la rigenerazione dell’ex Colonia IRIA a Sant’Agata di Militello, per circa 21,67 milioni; la riconversione degli ex Magazzini Gazzi, per 16 milioni; la rigenerazione e ristrutturazione dell’ex IAI, per circa 13,94 milioni; la riqualificazione dell’area di Capo Peloro, comprendente Torri Morandi, Pilone e area Sea Flight, per 10 milioni. Completano il quadro la rigenerazione dell’ex Villaggio Le Rocce, per circa 7,55 milioni; la riqualificazione urbana del rione Camaro, per 3 milioni; e la demolizione e ricostruzione dell’ex Fonderia Ragno, per circa 2,23 milioni. Il valore nominale complessivo degli otto interventi è quindi di circa 130,05 milioni di euro.

Gli otto interventi non si trovano tutti nella stessa fase di avanzamento. Per diversi CUP risultano appalti integrati già affidati; per alcuni sono presenti atti relativi alla fase esecutiva e a varianti in corso d’opera; altri presentano ancora passaggi progettuali o procedurali che richiedono attenzione. Tra gli interventi per i quali risultano affidamenti dell’appalto integrato figurano Città del Ragazzo, ex Colonia IRIA, Capo Peloro, ex Villaggio Le Rocce ed ex Fonderia Ragno. Per l’ex IAI risultano, nel 2026, l’approvazione del progetto esecutivo e di uno stralcio funzionale, mentre per Camaro e ex Magazzini Gazzi il percorso rilevato dagli atti richiede un monitoraggio specifico dei successivi passaggi.

«Il dato che interessa il nostro territorio non è soltanto la nuova scadenza del 31 dicembre 2027 – sottolinea il presidente di ANCE Messina, Irene Ricciardello –. Dietro gli otto CUP ci sono oltre 130 milioni di euro di interventi che riguardano rigenerazione urbana, recupero del patrimonio edilizio, inclusione sociale e riqualificazione di aree strategiche. Opere che possono incidere concretamente sulla città, sulla provincia e sul mercato delle costruzioni. Il punto, quindi, non è avere più tempo, ma utilizzarlo. Occorre capire quali opere stanno procedendo regolarmente, dove permangono criticità e quali passaggi devono ancora essere completati. Il risultato che interessa alle imprese e ai cittadini non è mantenere un finanziamento sulla carta, ma vedere i cantieri avanzare e le opere arrivare a conclusione».

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