MESSINA. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha trasmesso la scorsa settimana al Comitato NoPonte Capo Peloro la documentazione richiesta sugli atti inviati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’espressione del parere sul progetto definitivo del Ponte sullo Stretto. La risposta arriva dopo la lettera inviata dal Comitato l’8 giugno, con la quale si era richiesto l’accesso agli atti presentati dal MIT ed erano stati evidenziati alcuni dei principali problemi tecnici del progetto.

«Dai documenti emerge un elemento che il Comitato giudica particolarmente significativo – si legge nella nota del Comitato –  il Ministero ha chiesto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici di esprimersi solo su aspetti tecnici circoscritti (“affrontati nella “Relazione del progettista” del 20.01.2024 e nelle raccomandazioni di natura tecnica del Comitato scientifico”) come il ponte sospeso, il viadotto Pantano e le “opere di interfaccia ferroviaria e stradale con le reti esistenti e/o in progettazione”. Secondo il Comitato, questa richiesta conferma che il parere del Consiglio è stato fortemente limitato, come purtroppo previsto dal contestato decreto-legge n. 32/2026, lo stesso provvedimento che aveva tentato di restringere anche i controlli della Corte dei Conti e nominare come commissario Ciucci, intervento poi fermato dal Quirinale».

«Con queste limitazioni è atteso il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il 3 luglio. Per il Comitato NoPonte, però, anche entro i limiti fissati dal Governo non sarà possibile ignorare le numerose criticità ancora aperte cheriteniamo siano pregiudizievoli ai fini della realizzazione dell’opera – prosegue la nota – Nella lettera inviata al CSLP il Comitato aveva richiamato quelli che considera i principali nodi ancora senza risposta: la sicurezza e la tenuta dei cavi del ponte, la presenza di faglie attive in prossimità del pilastro sul versante calabrese, il parere ambientale negativo, gli effetti del vento, delle variazioni di temperatura e dei carichi mobili sulla stabilità dell’impalcato, oltre alle mancanze progettuali sulla microzonizzazione sismica e sullo studio di fattibilità del collegamento ferroviario».

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