MESSINA. La Procura di Roma indaga per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del progetto del ponte sullo Stretto di Messina. I carabinieri del Ros hanno eseguito un decreto di perquisizione a carico di tre persone, tra le quali un ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti (in quiescenza dal febbraio scorso), un ex consigliere di amministrazione della Stretto di Messina Spa, e un imprenditore.
Secondo le indagini, le condotte dei tre indagati intendevano condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo del ponte.
Secondo quanto emerge, l’avvocato ed ex componente del Cda, e l’imprenditore, “al fine di condizionare il citato esame della Corte dei Conti in favore della società ‘Stretto di Messina Spa’, avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli il loro appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il suo pensionamento, subordinandolo alla sua fattiva azione per il concretizzarsi dell’esigenza citata”. I due avrebbero anche tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo per la realizzazione dell’opera infrastrutturale e rivelato, a soggetti terzi, notizie coperte da segreto, acquisite dal giudice della Corte dei Conti indagato.
Il giudice avrebbe offerto – si legge nella nota della Procura – la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura condotta dalla Corte Contabile, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati contabili e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte stessa”.
Inoltre il magistrato contabile “avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre del 2025, impegnandosi a predisporre, nell’interesse della ‘Stretto di Messina Spa’, una memoria sulla vicenda da consegnare al commercialista della società manifestando, in cambio, l’interesse a diventare Presidente dell’Antitrust o di una società partecipata”.

