MESSINA. La polemica delle amministrative 2026 riguarda la… scheda elettorale: in molti stanno lamentando difficoltà nel ripiegarla a causa delle dimensioni e della particolare forma allungata, imputando il disagio al gran numero di liste e conseguentemente di candidati.

Eppure, la tornata di elezioni per sindaco e consiglio comunale del 2026 non è affatto la più partecipata dal punto di vista dei candidati, nè quella in cui le liste sono più numerose, anzi: a questo giro, i candidati sono 799 divisi in 26 liste. Molti, ma praticamente la metà rispetto ai 1765 candidati in 41 listre del 2005, ma anche agli 891 pretendenti a un posto in consiglio nelle 29 liste delle amministrative del 2018, in cui tra l’altro c’erano sette candidati a sindaco, contro i cinque di oggi. (qui l’articolo sul numero di candidati e schede dal 2005 ad oggi)

E quindi qual è il problema? Guardando una foto delle amministrative del 2018, si vede chiaramente che la scheda elettorale di oggi è considerevolmente più grande in termini di dimensioni, pur avendo dentro meno liste e meno candidati sindaco ad esse collegati, ma soprattutto che è piegata in maniera diversa. Quella del 2026 si ripiega “a fisarmonica”, e la piega finale, che divide in due il foglio, termina con un rettangolo piuttosto lungo. Al contrario, le schede del 2018 erano di dimensioni più ridotte e terminavano in forma quasi quadrata al termine di tutte le piegature. Da qui il problema che in molti lamentano, e che sta causando qualche ritardo alle urne.

 

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