MESSINA. Dopo tre anni la Sicilia è ufficialmente uscita dallo stato di siccità, complici soprattutto le piogge degli ultimi mesi. Marzo infatti, secondo il bollettino mensile del Servizio Informativo Agrometerologico Siciliano (SIAS), è stato il terzo mese con significativo surplus pluviometrico rispetto alla norma e ha permesso non solo di consolidare una totale assenza di siccità a breve e medio termine, ma è arrivato anche a superare quasi ovunque le condizioni di siccità idrologica, che necessitava appunto di surplus pluviometrici elevati per compensare gli elevati deficit di lungo periodo accumulati.

“Nel complesso l’abbondanza delle piogge ha consentito un aumento degli indici SPI ((Standardized Precipitation Index) su tutto il territorio regionale nonostante qualche anomalia mensile nella distribuzione territoriale degli eventi -spiegano dal SIAS-  Alcuni eccessi di pioggia in occasione di eventi intensi, oppure in aree con insufficiente regimazione delle acque, hanno determinato locali danni che si sono sovrapposti a quelli ben più gravi causati dai venti impetuosi, ma in generale le piogge si sono ben distribuite in un numero elevato di eventi che certamente ha favorito non solo l’accumulo di riserve nei corpi idrici superficiali, ma anche la ricarica degli acquiferi. Anche le residue aree di siccità a lungo termine ancora presenti alla fine di febbraio si sono così quasi del tutto esaurite.”
“Nel dettaglio l’indice SPI a 3 mesi non solo continua a mettere in mostra la totale assenza di siccità ovunque, ma anche un sensibile aumento delle aree in stato di umidità moderata (SPI compreso tra +1,5 e +2) e severa (SPI compreso tra +1 e +1,5); compaiono anche aree in stato di umidità estrema (SPI > +2), in particolare tra Nebrodi e Madonie, peraltro accomunate in alta quota da consistenti accumuli nevosi, che hanno effetti particolarmente positivi sulla ricarica degli acquiferi; anche gli indici SPI a 6 mesi mostrano totale assenza di siccità e aumento delle aree in stato di umidità, anche se con livelli di intensità più bassiviste le modeste precipitazioni autunnali; gli indici SPI a 12 mesi subiscono variazioni molto limitate, senza conseguenze rilevanti per l’uscita dalla finestra di osservazione del marzo 2025, ma permettendo comunque la scomparsa della residua area in stato di siccità moderata (SPI compreso tra -1 e -1,5) che a fine febbraio era ancora presente sul versante occidentale dell’Etna, ; gli indici SPI a 24 fanno registrare praticamente ovunque lievi aumenti, confermando anche qui quasi totale assenza di siccità a medio-lungo termine; l’indice SPI a 48 mesi mostra una ulteriore riduzione delle aree con residue condizioni di siccità a lungo termine moderata e severa, limitate a parte della Piana di Catania e del settore occidentale etneo; si tratta tuttavia di condizioni poco rilevanti agli effetti pratici considerata l’idrologia dell’area fortemente influenzata dalle più favorevoli condizioni delle vicine aree.”
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