MESSINA. Le strade della zona sud “non sono nate per sopportare un traffico così pesante”. È la denuncia del consigliere comunale di Sud chiama Nord Raffaele Rinaldo dopo l’ennesimo problema al manto stradale (documentato con un video), dovuto alla rottura di una conduttura d’acqua all’incrocio tra via Contesse e via Marco Polo. L’arteria è spesso oggetto di polemiche legate al traffico e al passaggio dei tir per il raddoppio ferroviario di Webuild (nonché di note da parte dello stesso consigliere, intervenuto l’ultima volta proprio un mese fa, e che sta portando avanti una battaglia). Tirati in ballo anche il centrodestra e il Ministro Matteo Salvini, venuto a Messina due settimane fa, per parlare dei lavori del Ponte sullo Stretto, che da progetto interesserebbero più o meno le stesse zone con il passaggio di mezzi pesanti.

«Questa mattina mi è stato inviato un video che documenta la rottura di una conduttura d’acqua all’incrocio tra via Contesse e via Marco Polo. Un episodio che purtroppo non sorprende. 𝗟𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝗮𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗼𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝘀ì 𝗽𝗲𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲. Parliamo di una viabilità di quartiere, che oggi si ritrova a sopportare il passaggio continuo di tir carichi di terra, avanti e indietro per tutta la giornata, con un peso e una frequenza che inevitabilmente mettono sotto stress non solo il manto stradale ma anche le infrastrutture sottostanti – spiega – Quello che è successo oggi è solo l’ennesimo segnale. Questa mattina ho contattato Webuild chiedendo, almeno in questa fase, se è possibile fermare o quantomeno ridurre il traffico dei mezzi pesanti fino alla riparazione della conduttura.

«𝗦𝗽𝗲𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘀𝗰𝗮 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝘁𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. Nel frattempo una riflessione è inevitabile. 𝗨𝗻’𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗮. In queste settimane abbiamo sentito parlare tanto del Villaggio UNRRA e di Contesse. Tante parole, tanti video, tante polemiche. Ma quando c’è stata la possibilità concreta di affrontare davvero il problema? Due settimane fa il Ministro Salvini era a Messina. 𝗘𝗿𝗮 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗹𝗼𝗰𝘂𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗼𝘁𝘂𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻’𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼. E invece niente – commenta Rinaldo – Nessun esponente del centro destra è stato capace di portarlo qui, di fargli vedere con i propri occhi cosa stanno vivendo i cittadini, di chiedere risposte vere. 𝗘 𝗶𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮. L’impegno era chiaro, dovevano lasciare il sito entro gennaio 2026. Oggi siamo già oltre, e sono passati tre mesi. 𝗧𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘀𝘀𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗲. Nel frattempo i disagi aumentano, le strade cedono, i servizi si rompono e i cittadini continuano a pagare il prezzo più alto. 𝗗𝗲𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗼. Non è più rinviabile», conclude.

Sulla scadenza di gennaio, LetteraEmme aveva già scritto evidenziando come le tempistiche per la soluzione trovata non fossero certe, smentendo qualsiasi “scadenza” (qui l’articolo).

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