MESSINA. Tornano sabato 21 e domenica 22 marzo le Giornate FAI di Primavera, il principale evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, organizzato dal FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS grazie all’impegno e all’entusiasmo di migliaia di volontari: 750 luoghi in 400 città saranno visitabili a contributo libero, grazie ai volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI. Anche Messina partecipa all’evento di primavera con tre luoghi aperti in tutta la provincia.
Si inizia in città con il Monastero Benedettino di San Placido Calonerò. Dopo lunghi anni di restauro torna aperto al pubblico il grande complesso abbaziale che sorge su una fortificazione feudale donata ai monaci benedettini dalla nobile famiglia Vinciguerra d’Aragona nel 1361.Prima di attraversare il portale medievale del castello svevo su cui sorge il complesso, si potrà godere di una vista sorprendente sullo Stretto e sulla campagna che unisce terra e mare. Si entrerà nel primo dei due grandi chiostri tardo-rinascimentali con colonne ioniche e archi a tutto sesto, tipico dell’architettura del XVI secolo, con al centro un tempietto ottagonale con cupola. Quindi il chiostro meridionale, analogamente elegante con 28 colonne per lato che introduce agli ambienti monastici principali, con l’ingresso al refettorio e il busto commemorativo dell’imperatore Carlo V, che vi soggiornò nel 1535. A sud del monastero, sorge la Cuba di origine bizantina, recuperata e restaurata con elementi di stucco e affreschi. Sotto il complesso alcuni ambienti ipogei raccontano l’evoluzione millenaria del sito, testimoniata anche dai recenti ritrovamenti. La visita si concluderà con l’Enoteca provinciale di Messina e la cantina dell’Istituto Tecnico Agrario “Pietro Cuppari”, che si affaccia sulle colline e i vigneti circostanti, da cui si produce il Faro DOC.
In provincia invece è previsto un tour per il centro urbano di Castelvecchio: borgo siciliano situato lungo la costa jonica a 39 km da Messina e a 16 Km da Taormina, è abbarbicato sul monte Sant’Elia a 370 metri sul mare. L’apertura durante le Giornate FAI di Primavera consentirà di fare l’intero percorso del centro storico. Partendo dalla P.zza dei Caduti, all’ingresso del paese, in cui è collocato un “Monumento ai caduti” in acciaio, si scende a P.zza Vecchia, dove si trova una vecchia stalla, si continua sino alla Chiesa di San Nicolò, per poi spostarsi nella parte bassa del centro abitato dove troviamo un antico frantoio, ormai in disuso, e la chiesa di San Teodoro, riaperta da poco al pubblico in quanto chiusa da 40 anni per restauro, e ad essa sono annessi i ruderi del Convento degli Agostiniani Scalzi; risalendo, si visita la Chiesa di Sant’Onofrio (Chiesa Madre) in stile barocco, così come la Chiesa della Santissima Annunziata, ricca di stucchi. Tra queste due chiese è possibile vedere un’esposizione di strumenti musicali antichi, usati dalla banda cittadina sorta in onore dei “Cento Montanari Casalvetini”. Inoltre, lungo il percorso si possono vedere alcune interessanti fonti da cui sgorga acqua sorgiva, complete di abbeveratoio per gli animali. L’apertura avrà lo scopo di valorizzare e preservare la memoria storica di un paese lontano dall’affollamento turistico, ponendo l’accento sul legame tra patrimonio culturale e valori sociali, credenze, storie popolari, religione e costumi.
Infine ad aprire le porte per le giornate di primavera è anche il Castello della Scala di Patti che rappresenta un importante esempio di architettura residenziale nobiliare siciliana, sviluppatasi nel corso dei secoli attraverso trasformazioni successive. Le prime attestazioni documentarie risalgono al XVII secolo, ma il complesso assume l’aspetto più significativo tra l’Ottocento e la fine del XIX secolo, quando viene trasformato in “castello” in stile neogotico. In passato la Villa è stata aperta al pubblico solo eccezionalmente per eventi organizzati all’interno del giardino. In occasione delle giornate Fai, verrà data la possibilità al pubblico di esplorare l’intricata storia del “Castello” e delle sue trasformazioni, scoprendo ambienti mai visitati accompagnati da aneddoti e curiosità sulla vita dei suoi illustri proprietari.


