MESSINA. Una donna, Daniela Zinnanti, di 50 anni, è stata uccisa ieri sera dall’ex compagno, Santino Bonfiglio, 67enne, con decine di coltellate, nella sua casa in via Lombardia, nel quartiere Lombardo a Messina. L’uomo era l’ex compagno della vittima: fermato dalla polizia, è stato interrogato, ha confessato ed è stato portato in carcere. Secondo le prime ricostruzioni, era ai domiciliari con braccialetto elettronico, per reati contro la persona: sarebbe andato a trovare la vittima per poi aggredirla e ucciderla. La donna è stata ritrovata dalla figlia, insospettita per il fatto che non rispondesse alle chiamate. Tante le reazioni da parte di politica e non solo.
«Piangiamo un’altra vittima di una violenza sistemica e patriarcale, nessuna sicurezza per le donne senza un cambiamento culturale 11 marzo 2026 – La Cgil Messina con il segretario generale Pietro Patti e il Coordinamento donne con la segretaria Marcella Magistro esprimono profondo cordoglio per Daniela Zinnanti e vicinanza alla famiglia. – Oggi a Messina un altro femminicidio, un dolore per la donna colpita, per la famiglia, ma anche per tutte e tutti noi. Perché la violenza maschile sulle donne non è un’emergenza, è sistemica, patriarcale e contiene possesso, potere, che si esprime in forme sistemiche di violenza, non sono atti isolati, ma strutturali, insiti nella cultur sociale”. “Dietro i femminicidi ci sono storie di violenza sulle donne di diverso tipo, economica, psicologica, domestica, culturale e fisica. Serve formazione per il riconoscimento delle discriminazioni, serve ascolto, serve denunciare, dialogo, serve una rete fatta di donne e uomini, serve fare rumore, e servono ampie visioni, accesso al lavoro per le donne per autonomia e indipendenza, percorsi mirati, autodeterminazione, sportelli a supporto e sostegno, uomini e donne che si allontanino da mentalità e metodi patriarcali, uomini che crescano e vivano senza meccanismi di possesso e sopraffazione, città e luoghi a misura delle donne, una comunità non giudicante che crede nel rispetto e nella libera scelta. Non ci sono giustificazioni o motivazioni c’è una responsabilità sociale e politica che deve agire insieme per i diritti delle donne. In Cgil Messina con lo “Sportello donna” in rete con il centro antiviolenza Cedav c’è un luogo di ascolto e sostegno, ma non ci saranno, mai, luoghi sicuri se non ci sarà questo cambiamento culturale necessario sulle politiche di genere, insieme, società civile e istituzioni”.
«Non ci si può indignare solo quando succede, serve un cambio di passo culturale e nel linguaggio per educare che amore non è possesso- È il pensiero del segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi e della responsabile del Coordinamento Donne e Politiche di genere della Cisl Messina, Rossella Cannì- dopo il femminicidio di Daniela Zinnanti, avvenuto nella serata di ieri a Messina, a pochi metri dalla sede del sindacato non possiamo continuare ad indignarci solo quando succede, non possiamo continuare a contare le vittime e basta. Già lo scorso anno, proprio in questo periodo, piangevamo la morte tragica di Sara Campanella, ieri abbiamo ricordato quella della mediatrice Omayma Benghaloum. La verità è che il problema è culturale, profondo, quotidiano: nel linguaggio, nell’educazione, nel modo in cui si cresce pensando che l’amore sia possesso. Le manifestazioni servono a ricordare, a far pensare e riflettere ma “la soluzione deve essere ogni giorno” nelle famiglie, nelle scuole, nella società. Perché di parole ne abbiamo dette tante. Siamo convinti e auspichiamo – concludono Alibrandi e Cannì – che si possa implementare la rete di protezione sociale, culturale e psicologica supportando anche i familiari delle vittime».
«Sono profondamente scosso e addolorato per la tragica morte di Daniela -scrive Federico Basile su facebook- La nostra comunità è ancora una volta costretta a confrontarsi con una violenza inaccettabile che spezza una vita e lascia dietro di sé dolore, sgomento e incredulità. A meno di un anno dal femminicidio di Sara, Messina si ritrova nuovamente a piangere una donna vittima della violenza. Una ferita che colpisce l’intera città e che impone a tutti noi una riflessione ancora più forte sulla necessità di contrastare con determinazione ogni forma di violenza contro le donne. Ogni femminicidio è una ferita che lacera tutti noi. Davanti a tutto questo, il silenzio non è un’opzione. Alla famiglia di Daniela rivolgo il più sincero e sentito cordoglio.»
«Apprendo dell’ennesima vittima di femminicidio- scrive Scurria- Nel manifestare cordoglio e vicinanza ai familiari, ritengo che sia necessaria una profonda riflessione sulla necessità di rendere più efficace l’azione di prevenzione di questi reati. Mirate campagne educative devono essere attuate per superare questa emergenza sociale. Per la comunità è un giorno molto triste. Ancora una vita spezzata, ancora una sconfitta ed un dolore per tutti.»





