MESSINA. «Undici dipendenti dal 16 Aprile saranno senza lavoro. Undici famiglie che oggi vivono una situazione di incertezza drammatica», così, in una nota, Roberto Saia, responsabile lavoro della segreteria provinciale del Partito Democratico, relativamente alla notizia della chiusura dello store “Scarpe e Scarpe” all’interno del Centro Commerciale Today di Tremestieri. L’azienda ha infatti annunciato il licenziamento collettivo e la chiusura del negozio dal prossimo 16 aprile. Ieri le lavoratrici hanno deciso di fermarsi per due ore di sciopero. Al sit-in hanno preso parte anche tanti clienti del negozio.

“Come Partito Democratico questa mattina abbiamo espresso solidarietà alle lavoratrici del punto vendita messinese ‘Scarpe e scarpe’ e siamo già a lavoro con la nostra deputazione nazionale e regionale al fine di pressare i governi regionali e nazionali affinché si occupino di questa ulteriore crisi e del futuro di queste lavoratrici. Ma a fronte di una perdurante e straripante crisi del settore commercio sarà necessario che l’Amministrazione comunale che verrà ponga come punto prioritario della propria agenda politica il rilancio del commercio e, soprattutto, la salvaguardia dei livelli occupazionali, attivando, fin da subito, strumenti permanenti di confronto tra ente pubblico, aziende e parti sociali, affinché chi oggi perde il lavoro debba essere reintegrato in nuove aziende che decideranno di investire in città”, continua.

“L’azienda ha incontrato le parti sociali qualche mese fa, alla presenza di Sicindustria e lamentava costi di locazione e di gestione alti e risultati non in linea con le attese”, prosegue Saia.

“La cosa che colpisce di più – prosegue è il silenzio dell’Amministrazione comunale di Messina, prontissima ad autoincensarsi, anche di iniziative “sensazionali” e costose ma che non hanno alcuna ricaduta occupazionale, ma incredibilmente in silenzio di fronte al dramma continuo della perdita del lavoro. In silenzio e incurante del grido di sofferenza che viene anche dalle tante aziende in difficoltà, vessate da tasse sempre più alte e da una città, specie in centro, ostaggio dei cantieri. E la questione lavoro è solo una componente di un quadro desolante di una città che abita costantemente gli ultimi posti delle classifiche che riguardano lavoro, vivibilità e ricchezza e che non da diritto di speranza ai suoi giovani che la abbandonano per trovare lavoro e dignità altrove, come inesorabilmente ci dicono le statistiche».

 

 

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